"Questo e' cio' che voglio fare,
e' un sogno.
Lo porto dentro.
Mi da' la forza,
piu' di ogni altra cosa
Ci credo.
Lo vivo.
Sono ottimista,
lasciare sarebbe
come morire.
Ogni giorno,
sempre,
fino a quando
provero'
i brividi nel farlo,
io non mollo."
"This is what I wanna do
it's a dream.
I carry it inside.
It gives me that force,
more than anything else.
I believe.
I live it.
I'm optimistic,
giving up would be
like dying.
Everyday,
always,
until the moment
I will feel
shivers in doing it,
I don't give up."
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March 5, 2003 Milano, Italy - Sonic Solution Studio Ci siamo!
YOOOOOOOOO!!!!!!!!!
Buonasera miei cari lettori... Sono qui davanti ad uno dei computer sparsi per questi uffici mentre gli altri bravi ragazzi stanno finendo il montaggio del video di "Tour All Over"... Negli ultimi tre mesi ho provato spesso a scrivere la prima pagina di questa diary ma inevitabilmente l'ora in cui mi mettevo a scrivere era sempre più vicina all'alba che alle normali ore di "attività"... per questo spesso finivo per sbattere il mio faccino sullo schermo... senza concludere nulla... Stasera come al solito sto per collassare sulla tastiera, ma non si può più rimandare... siamo agli sgoccioli e tra poco si va "on line"... Anche se il nostro fisico si sta riducendo in polvere e sassi, non possiamo lamentarci di nulla perchè stiamo facendo esattamente ciò che sognamo di fare nelle nostre vite
... e lo stiamo facendo al meglio. Non c'è nulla di più bello e stimolante.
Credo col cuore che ogni uomo e donna venuti in questo Mondo abbiano delle qualità particolari e una specie di "missione" da portare a termine. Spesso molti col passare del tempo si dimenticano dei loro sogni e delle loro vere passioni, lasciandosi ingabbiare irrefrenabilmente da ciò che li circonda. E spesso, quando s'accorgono d' aver messo da parte il loro vero cammino, le opinioni altrui, le regole sociali e la routine impediscono loro di cambiare. Di dare una svolta. Di fare ciò che veramente erano destinati a fare. Nel nostro piccolo posso dire con grande gioia che ci stiamo spaccando veramente il culo per non farci portare via da questa "corrente grigia" che rapisce le aspirazioni e le naturali qualità di ogni anima.
Di certo tutto è molto più difficile, perchè metti sul campo di gioco la tua vita e scommetti esclusivamente su te stesso e sulle persone che hanno il tuo medesimo sogno. Ma cosa c'è di più bello? Non riesco a pensare di mettere da parte ciò che so fare meglio, ciò che mi rende vivo e mi fa essere felice. Di certo i momenti di dubbio e la domande: "sto facendo la cosa giusta?", "rimarro' fregato?" non mancano, fortunatamente. Perchè è in quei momenti che ognuno di noi testa la sua volontà, il suo impegno e la sua fede in ciò che più crede. Vi starete domandando: "ma dove è finito coi pensieri questo povero pazzo sognatore?" ... mm ... Sono finito in uno degli argomenti più stmolanti, difficili e rivoluzionari che ognuno di noi ha davanti agli occhi da sempre... e appunto per questo non se ne accorge.
Ora me ne torno di là ad impazzire davanti a frame d'imagine lunghi 0,2 secondi... Ma questo è ciò che amo!
Lore
March 21, 2003 Thiene - Vicenza - Italy Un'altra GUERRA. / Another WAR
Ragazzi... ancora una volta ci stanno mostrando che le armi e la lotta di forza, in questo mondo, la fanno ancora da padrone. Dittatori disumani contro presidenti democratici dai mille interessi economici e politici. Un'altra volta, nonostante tutta la mobilitazione pacifista da svariate parti, ci stanno mostrando che dobbiamo fare di più se vogliamo imporre IDEE NUOVE E NUOVI IDEALI. Se vogliamo fermare i loro piani di forza
"The world revolves in the same old way"... Mi permetto però di aggiungere e modificare l'ultima parte del mio stesso testo: "LIFE HAVE TO CHANGE".
Perchè se non sarà così continueremo a tornare qui a compiere i medesimi errori, come bambini perennemente bocciati all'esame finale.
Lore
Aprile 23, 2003 Thiene - Vicenza - Italy Tutto si muove...
Hola miei cari lettori! Sono di nuovo qui a buttare pensieri sulle pagine gialle di questo allegro sito... eh... Non discutiamo sul giallo se no il nostro web master Raf mi taglia le palle! Finalmente, dopo un po' di mesi tra uffici, studi e cose "poco musicali", siamo tornati a respirare l'aria che ci piace... quella del palco... quella della gente. La presentazione al Rolling Stone del 10 aprile è stata una figata! Avevamo sete di risuonare di fronte a tutta quella gente!!! Ora non posso negare che aspettiamo con impazienza le due date con gli Ska P, sappiamo che saranno entrambe in grossi palazzetti perchè i biglietti venduti sono veramente moltissimi... e non vedo l'ora di vedere Barone che si lancia dal palco sulla gente, eccitatissimo come al solito! In questo periodo ci stiamo prendendo molte soddisfazioni, però allo stesso tempo è demoralizzante vedere e provare sulla propria pelle la bastardaggine dei mass media nei confronti delle band indipendenti. Sentirsi dire: "Ragazzi questo disco è una bomba! Anche il video... ma... ..." Ci stiamo accorgendo di quanto un gruppo in Italia debba veramente spaccare le palle per avere anche un minimo spazio... perchè la qualità della musica non interessa più per nulla ai grandi Network. E quindi ci ritroviamo a dover ascoltare e vedere sempre gli stessi 25 artisti, le stesse 20 canzoni e gli stessi 20 video... E la cosa peggiore è che a quanto pare nessuno se ne accorge. Se ci sentiamo dire da loro "Il disco è una bomba, il video spacca" ... credo che questo in teoria dovrebbe bastare. Ma qui, più che in altri posti, non è assolutamente così... quindi ci siamo armati di palle d'acciaio... e le romperemo ai Network per ottenere lo spazio che è giusto. In questo processo di "spaccamento di palle" avremo bisogno del vostro aiuto, che non è mai mancato!!! Ci teniamo a ringraziare Rock Tv, Rock Fm, Radio Lupo, Radio Sherwood e altre Radio Indipendenti per il supporto.
Ora me ne vado in sala prove... baci bacetti.
Lore
Maggio 11, 2003 Forte Belvedere (Lavarone)
Buonasera miei lettori... Devo dire che il concerto di Milano al Palavobis di fronte a quella marea di persone, ha infuocato l'animo di tutti noi. Suonare dove i tuoi idoli hanno suonato è una spinta in più. Sentire il profumo dell'eccitazione e l'odore della sfida al cospetto di un qualcosa che non si vede e che porti dentro. Questo è ciò che vogliamo. Detto ciò, oggi desidero scrivere qualcosa di molto differente... qualcosa di poco musicale. Di poco sorridente. Ma di stimolante per i nostri cuori. Oggi sono stato a visitare in modo solitario un forte austriaco della prima Guerra Mondiale, il Forte Belvedere. Sono rimasto lì ore a cercare di capire. A cercare di sentire e di provare ad imprimere meglio in me quelle immagini di dolore, di sofferenza e di vita. Non posso non pensare a quante sofferenze, a quanti sacrifici e quanti orrori i nostri "vecchi" hanno dovuto sopportare e passare per dare a noi la libertà che abbiamo oggi. Non possiamo non pensarci. E noi oggi siamo ancora qui a vivere spesso senza chiederci quali sono i valori veri per i quali ognuno di noi dovrebbe lottare. Tornando verso casa ascoltavo "Occhio non vede, cuore non duole" di Lorenzo Cherubini /Jovanotti/.Ho ricollegato a questa canzone l'incapacità della nostra generazione a vedere i sacrifici della gente comune del passato e gli errori della nostra società presente. Voglio citare qui una parte del suo testo, che a me fa venire i brividi: "A migliaia di chillometri di distanza da questa
stanza uomini e bambini schiavizzati, sottopagati
derubati dell'infanzia in qualche capannone dell'estremo oriente
lavorano e producono le griffes dell'occidente
e qui non si sa niente perchè sta bene a tanti
tacere verità che sono atroci e allucinanti
pilastri di un'economia vincente dal volto appariscente
che crea la sua ricchezza con la sofferenza
di un sacco di gente
e quanti dovranno soffrire quante mucche impazzire
quanta aria velenosa bisognerà respirare
quanti cibi avvelenati bisognerà divorare
quante malattie ancora per interesse non si potranno curare prima che qualcuno pensi che così non va bene
ma il nemico si è infiltrato dentro al sangue che ci scorre nelle vene
nei sorrisi compiacenti di politiche fatte di parole
all'insegna di "occhio non vede cure non duole"
il nemico ha il volto sorridente cravatta e doppio petto
intorno a grandi tavoli fa incetta di rispetto e di sorrisi
strette di mano acccordi tra potenti che non guardano lontano
e approvano la produzione di mine anti uomo
di tutti gli armamenti necessari perché questo sistema
si mantenga bello saldo sui binari di sangue dove viaggia
cosicchè anche il coraggio più coraggio si scoraggia
di fronte a questo gioco dove tutti hanno ragione
e i peggiori criminali sono tenuti in alta considerazione
e viaggiano in corsia preferenziale
rimbalzano sull'ammortizzatore sociale e non si fanno mai male
e cambiano i governi ed il nemico gli sorride in silenzio
protetto dalla logica del tacito consenso di chi gode
di questa situazione che fa comodo a tanti
tenere alto il livello di paura e le coscienze ignoranti
paura della povertà
paura dell'ignoto
paura di trovarsi di fronte al grande vuoto di se stessi
con la coscienza critica in stato di assoluta catalessi
sconfiggere il nemico è guardarsi dentro".
... Ora credo non sia necessario aggiungere altro. A presto,
Lore
6 Luglio, 2003 Valli del Pasubio - Vi . Stop per due minuti...
Finalmente ritorno qui, in questa mia Diary, a scrivere pensieri veloci, emozioni personali che mi piace condividere con Voi.
Luglio è da poco iniziato… mi sembra che il tempo voli via, lasciandomi poco spazio per assaporare le gioie, le soddisfazioni e le esperienze di questi ultimi quattro mesi.
Ho provato un numero ineguagliabile di sensazioni, vivendo sulla mia pelle 1000 esperienze diverse, ognuna con situazioni differenti. La voglia di fermarsi non è mai stata nel mio DNA... Ora però torno indietro per un attimo… a sbirciare in ciò che non riguardo mai…
una piccola parte dei miei ultimi anni può rivivere in questa sequenza di parole:
sognare, guardare, provare, iniziare a crederci, lavorare sempre più di quanto credessi di poter fare, migliorare, stare in silenzio, avere chiaro l’obiettivo, sudare, sudare ancora, pensare, parlare sempre con i tuoi compagni di cammino, imparare ad accettare i propri difetti e quelli degli altri, sopportare le cattiverie altrui, sopportare la mancanza di risultati veloci, urlare e perfino piangere, scusarsi non solo pentendosi delle stronzate fatte ma cercando di cancellare le sofferenze che hai creato. Iniziare a vedere luci in mezzo a tanti tratti oscuri, amare quelle luci, provare mille volte e mille volte ancora, correre e non smettere mai di credere in ciò che dice il Cuore.
Saltare. Dormire poco, talvolta mai. Evolversi. Tornare indietro. Pazientare. Stare solo. Stare con 10000 persone. Avere sempre fiducia. In se stessi e in ciò che accade, nel bene e nel male, perché tutto porta con sé un motivo necessario.
Talvolta andare contro tutti, e da tutti ricevere poi una stretta di mano.
Assaporare le soddisfazioni. Non dimenticare quanto hanno costato. Capire il prezzo degli sbagli.
Capire di essere fortunato. Non dimenticare mai di esserlo, soprattutto quando le cose non vanno come vorresti. Non odiare mai, nemmeno chi ti odia e trasforma la tua verità in menzogna. Mettere sempre al primo posto i rapporti con le persone. Ascoltare coloro che hanno capito qualcosa di quello che volevi dire, provando per queste persone un sentimento di profondo riconoscimento. Ascoltare coloro che non hanno capito nulla e cercare di non essere mai come loro.
Giocare tutto. Perdere molto di quello che hai giocato, ma senza rimpianti. Rivincerlo nella mano successiva con gli interessi, e giocare di nuovo tutto.
Divertirsi.
Ringraziare sempre d’esistere e d’esistere per sempre. Avere gioia nel cuore, gioia da dare.
L’Amicizia.
Incontrare il Trionfo e il Disastro, e trattarli entrambi da impostori.
Sapere che l’invidia non spinge mai la sua lingua biforcuta verso l’artista che produce un quadro mediocre. Capire che ad ogni riconoscimento generale, il prezzo è una forte ostilità e la maldicenza.
Capire che i concetti di successo e fallimento sono la croce degli occidentali.
Provare a cambiare… Molte cose, troppe da elencare. Ma averle chiare.
Amare.
Credo d’aver rivissuto in modo un po’ frenetico alcune cose importanti degli ultimi anni… in fondo io sono così, lascio andare i pensieri. Sono pazzo? … no…. Spero di no… e se lo fossi, beh… a me piace così.
Lore
28.09.2003 Camera mia... Thiene - Vicenza Ciò che abbiamo...
Yeah!
Di nuovo qui!
… sono passati più di due mesi dall’ultima volta…
Mi sono arrivate un po’ di mail con scritto più o meno: “Lore… che fine hai fatto? Non hai più scritto nella Diary”
…eh…eh... hanno ragione…
Ogni volta che mi dicevo “hai un sacco di pensieri da dire, scrivi una Diary!”, mi rispondevo che volevo aspettare, mettere insieme un’altra esperienza, un’altra lettura, un’altra scoperta…
Perché nei miei desideri c’è la voglia di scrivere cose che maturano con il tempo, talvolta controcorrente… considerazioni che magari facciano pensare a situazioni spesso accantonate dalle nostre anime.
Come ogni estate, anche quest’ anno mi sono dedicato ad approfondire un certo ambito di “studio” che va dall’esoterico all’etico, al critico e al religioso. …
Con deliziosa attesa sono ritornati in me grandi domande e alcune risposte.
E’ tornata quella felicità particolare che si ha solo quando ci troviamo nell’atto di migliorare una parte di noi stessi.
In questi ultimi giorni ragionavo su come spesso tutti noi, nessuno escluso, ci incazziamo in continuazione con la vita…
Arrabbiature di svariatissimo tipo, latenti o nuove, per gli innumerevoli progetti fatti che poi saltano o si modificano, per l’andamento delle cose, per questa o quella faccenda. Per tutto ciò che non abbiamo e vorremmo avere.
Ci sarebbero centinaia di pagine da scrivere ora su questo…
Però… Io vi metterò solo una pulce all’orecchio, poi credo stia a voi creare le cento pagine nella vostra mente, come le sentite voi.
Cito il filosofo Arthur Schopenhauer, che dà in poche righe un consiglio molto concreto per i nostri pensieri “grigi”:
“Dobbiamo cercare di arrivare a guardare ciò che possediamo esattamente con gli stessi occhi con cui lo guarderemmo se ci fosse sottratto.
Di qualunque cosa si tratti, beni, salute, amici, amata, moglie, figli, per lo più ne percepiamo il valore solo dopo averla perduta. Se arriviamo a ciò, l’averla ci renderà più felici”…
Guardando tutto ciò che non abbiamo, siamo soliti pensare: “E se fosse mio?”, e così facendo avvertiamo la privazione. Viceversa, nel caso di ciò che possediamo dovremmo pensare spesso: “E se lo perdessi?”.
Eh…
Se siete qui e state leggendo questa pagina significa che avete di fronte a voi un computer, che siete magari in una stanza a voi familiare, che state bene e che ora avete la libertà di fare quello che volete.
Questo per dire che per quanto magari una parte della nostra vita non ci vada a genio, l’altra parte si basa su un’insieme incalcolabile di fortune, agevolazioni, libertà e possibilità d’azione che gran parte dell’umanità non ha.
Penso a questo, mi sento più felice… e più motivato ad essere positivo.
Prossimamente scriverò riguardo a qualcosa di 'occulto'. Ciò che ho da dire, e anche dimostrare, si scontra in modo pesante con la cultura che ci è stata trasmessa... Stiamo a vedere che succede... a presto,
Lore
30.11.2003 Wetting - Switzerland 11 p.m. Offspring special show
HOLA!!! Scrivo direttamente dal furgone mentre torniamo dalla Svizzera…
… per ora questa tappa della Diary è unica nel suo genere…
In accordo con www.Offspringitalia.it posto qui un resoconto della festa/show privata degli Offspring a Parigi – 18 novembre.
Sabato 15 novembre, poco prima di partire per la data di Reggio Emilia di “Punk it”, arriva a me, Ricky e Ilich della Rude Records un invito dalla Nitro Records per andare allo speciale showcase degli Offspring a Parigi… cazzo… non ci credevo! una di quelle sorprese che la vita ogni tanto ti regala senza alcun preavviso!
A poco serve dire che quest’invito ci ha reso felicissimi.
Sapevo che gli Offspring erano in Europa in quei giorni, ma m’ avevano detto che non sarebbero venuti in Italia e quindi mi ero messo via il desiderio di rivederli. E invece… eh…
Senza pensarci un secondo abbiamo prenotato un volo.
Martedi alle 5am siamo partiti da Venezia, io e Ricky non eravamo mai stati a Parigi. Purtroppo Ilich, per impegni con la Rude, non era con noi.
Arriviamo a Parigi… giriamo la città… pioggia… un freddo cane; praticamente nessuno che parla inglese… (qui avete una foto di ricky vicino Notre Dame, stile anni ‘60)…
Non racconto la giornata, so che siete molto più interessati alla serata!
Dopo aver camminato per dei km arriviamo in questo club, “Trabendo”, mezzo disperso all’interno di una zona chiamata “Città della Musique”. Sembrava che avessero scelto il posto più introvabile della città.
Entriamo… il locale era veramente piccolissimo, caldo, molto “underground”, stile londinese.
Ci piazziamo subito davanti al piccolo stage, alto forse un metro.
Pur essendo un mini/club, gli Offspring avevano portato tutto il backline da concerto, compresi i mixer di palco e quello di sala. Probabilmente volevano utilizzare questi showcase anche per fare delle prove tecniche per l’imminente tour.
Ricordavo la loro mastodontica strumentazione… che dire… già quello è uno spettacolo.
Noto anche che ci sono tutti i loro soliti tecnici, ormai girano insieme da anni, dai fonici ai roadie ai drum e guitar tech. Ci sono tutti. Capisco che pur essendo un avvenimento per poche persone, avevano deciso di fare comunque tutto al meglio, come è solito degli Offspring.
La sala si riempie, ci sono 250 persone invitate, giornalisti, e circa 150 fan francesi estratti attraverso un concorso.
Dopo poco entrano sul palco gli Offspring.
Era una scena quasi irreale: sono sempre stato abituato a vederli di fronte ad almeno 5000 persone su palchi enormi, con quella sensazione che accompagna i “grandi concerti”… e ora erano lì su un piccolo palco in una situazione più famigliare al nostro modo di suonare che al loro!
Dopo qualche frase di “riscaldamento” partono con una canzone che per me significa moltissimo, come per molte altre migliaia di persone in questo mondo, ALL I WANT. Un classico. Ma uno di quei classici ai quali non mi stancherò mai.
Non c’erano né transenne né uomini della security… quindi potete immaginare cosa è successo quando sono partiti con la canzone… un pogo potentissimo che mi ricordava i bei tempi in cui gente come Lagwagon e Nofx suonavano ancora in piccoli club!
Subito di seguito suonano “Americana”. Poi ci danno una delle chicche del nuovo splendido album, “Can’t get my head around you“. Che botta pazzesca! Segue poi “Have you ever”… Atom, il nuovo batterista, è sicuramente una marcia in più, batte fortissimo e si scatena facendo del suo ruolo un vero show.
In ordine sparso suonano Bad Habit, Gone Away, Staring at the sun, Pretty fly, Gotta get away, The kids aren’t alright, Come out and play, Why don’t you get a job, Want you bad…
Mi sono letteralmente distrutto quando hanno suonato in modo fantastico “Session”, canzone alla quale sono altrettanto legato e che m’accompagna da molti anni. Il nuovo singolo “Hit That” dal vivo ha un impatto devastante, tremava tutto il locale! … Me ne sbatto di quello che diranno i soliti tipici “alternativi” d’Italia… quella canzone è un singolo azzeccatissimo, con una base melodica da cantare in coro alle feste, nell’ubriacatura più profonda! Eh…
Durante “Da Hui” ho visto scene che non si possono spiegare, sembrava che la piccola sala scoppiasse da un momento all’altro e il palco era invaso da gente che faceva in continuazione stage diving! L’esecuzione era ottima… con un groove sonoro che non riseco a trovare dal vivo in altre punk rock bands.
Concludono il concerto con una canzone magica, quella che m’ha fatto innamorare degli Offspring, “Self Esteem”.
Fantastica.
Il concerto è stato quasi irreale, vedere la più famosa punkrock band del mondo suonare in quell’ambiente, in quell’atmosfera, è stato magico.
Credo che quella sia la vera natura della musica che suoniamo. Piccoli club, forte contatto con il pubblico… lasciandosi andare al massimo.
Ho visto ancora una volta la reale energia e l’impatto di una band unica, che viene troppo spesso additata negli ambienti underground italiani.
Alla fine dello show siamo rimasti nel club io, Ricky e pochi altri, tra cui i nostri amici ungheresi Oxygene e Burger (che suonano nei Deadbeats).
Abbiamo chiacchierato per un’oretta con Dexter, Noodles e Atom.
Ho avuto la fortuna e l’opportunità di condividere il palco con molte delle band punk più conosciute al mondo, ma la sincera disponibilità e tranquillità degli Offspring è più unica che rara.
Queste sono persone che hanno dato tantissimo con la loro musica a milioni di ragazzi in tutto il mondo.
Sono rimasti “veri”, anche se alcune scelte discografiche hanno danneggiato l’immagine della loro reale personalità che, credetemi, è sincera e “alla mano” più d’ogni altra band straniera da me incontrata.
Concludo dicendo che “Sprinter”, l’ultimo album, è la prova che ancora una volta, nella loro semplicità, gli Offspring sono una realtà musicale di livello mondiale. I testi sono intelligenti come sempre, con riferimenti impliciti ad argomenti di importanza indiscutibile. “The Noose” è destinata a diventare una delle canzoni più belle ed energiche mai fatte dagli Offspring.
Mi auguro di cuore che questo nuovo cd possa infiammare l’anima di molti altri giovani, come successe a me dieci anni fa.
In questi giorni metterò ancora qualcosa di nuovo…
Stay tuned,
Lore
2.01.2004 Thiene - Vicenza - Italy Nuovo anno, vecchie storie
Hola a tutti!
Eccoci entrati insieme in questo 2004!
…ma in fondo in che anno saremo se per L’Islam siamo nel 1425 e per l’ebraismo dopo il 5000 (scusate il piccolo spunto per ragionare sulla relatività delle concezioni).
Quei 7500 km fatti tra fine novembre e fine dicembre ci hanno portato un mare di ricordi…
si … il mare…
il sole… le strade… quei tramonti mozzafiato… quei digiuni di malavoglia mentre il portafogli piange ma il cuore ride…
Quelle notti nelle stanze da 9 € a testa… e che lusso in confronto a quelle in furgone o in case abbandonate… o… non ci crederete… in una cava!
Vedere persone che a 2000 km di distanza da casa tua cantano tutte le canzoni che hai scritto in una piccola camera di un piccolo paesino in questa Nostra Italia… non si può spiegare... si può solo vivere.
Che fantastica cosa parlare a gesti, a sorrisi … e con parole italo/spagnole/portoghesi con i pescatori in un porto a Faro… quando si mette da parte l’inglese perchè queste sono terre che di ceppo latino furono… ma che l’economia e la globalizzazione costringono sempre di più in espressioni che sembrano più “GOOD”, ma meno nostre.
Spero di riuscire a mettere presto delle foto… senza censure…
Oggi ho ricevuto da un caro amico una mail che mi ha fatto particolarmente piacere; l’ho sentita molto vicina al mio modo di vivere. Desidero condividerla con Voi, perché credo sia un ottimo messaggio, vero..
“Rob è il tipo di persona che ti fa piacere odiare:
è sempre di buon umore, ed ha sempre qualcosa di positivo da dire.
Quando qualcuno gli chiede come va, lui risponde: “se andasse meglio di così,sarei due persone!”.
E' un ottimista.
Se un collega ha un giorno no, Rob riesce sempre a fargli vedere il lato positivo della situazione.
Vederlo mi incuriosiva e così un giorno gli chiesi “Io non capisco,non è possibile essere ottimisti ogni giorno, come fai?”
Rob mi rispose “ogni giorno mi sveglio e mi dico, oggi avrò due possibilità. Posso scegliere di essere di buon umore o posso scegliere di essere di cattivo umore”.
“E scelgo di essere di buon umore.
Quando qualcosa di brutto mi succede io posso scegliere di essere una vittima o di imparare da ciò.
Ed io scelgo di imparare.
Ogni volta che qualcuno viene da me a lamentarsi per qualcosa, io posso scegliere di accettare le lamentele, o posso scegliere di aiutarlo a vedere il lato positivo della vita.
Ed io scelgo il lato positivo della vita”.
“Ma non è sempre così facile” gli dissi.
“Si, lo è” disse Rob!
“La vita è tutta una questione di scelte. Quando tagli via tutto ciò che non conta, è tutta una questione di scelte. Sta a te scegliere come reagire alle situazioni, sta a te decidere
come lasciare che gli altri influenzino il tuo umore. Tu scegli se essere di buon umore o di cattivo umore. Alla fine sei tu a decidere come vivere la tua vita”.
Dopo quella conversazione ci perdemmo di vista perché io cambiai lavoro, ma spesso mi ritrovai a pensare alle sue parole.
Ho saputo che Rob aveva avuto un brutto incidente sul lavoro, era caduto da 18 metri di altezza, e dopo 18 ore di sala operatoria fu rilasciato dall'ospedale con una
piastra d'acciaio nella schiena. Sono andato a trovarlo e gli ho chiesto come si
sentisse: “se stessi meglio sarei due persone” mi rispose, “vuoi vedere le mie cicatrici?”
“Ma come fai - gli chiesi - ad essere cosi positivo dopo quello che ti è successo?”
“Mentre stavo cadendo, la prima cosa che mi è venuta in mente è stata la mia bimba. Poi mentre giacevo per terra, mi sono detto che potevo scegliere di vivere o di morire. Ed ho scelto di vivere”.
“Ma non hai mai avuto paura?”
“Si, quando mi hanno portato in ospedale ed ho visto l'espressione sul viso dei medici e dei dottori,
ho avuto paura, perchè era come se guardassero un uomo morto”.
Poi un'infermiera mi ha chiesto se avessi allergie, ed io risposi
”SI”.
Tutti mi guardarono, ed io urlai: “sono allergico alla gravita'!”.
Tutti scoppiarono a ridere, ed io dissi: “ed ora operatemi da uomo vivo, non come se fossi già morto”.
Rob mi ha insegnato che ogni giorno abbiamo la possibilità di
scegliere di vivere la vita pienamente.
Quindi è inutile preoccuparsi sempre per il domani, perchè ogni giorno ha i suoi problemi su cui scegliere di vivere, e domani penseremo ai problemi di domani.
Dopo tutto, oggi è il domani di cui ti preoccupavi ieri.
Bello?
La prima frase mi ha colpito in modo personale perché spessissimo ho visto e sentito persone che in qualche modo odiavano i Sun Eats Hours, con scuse labili, per questa evidente parte del nostro modo di fare… per quella che è la spensieratezza di Ricky… o per la simpatia senza troppi schemi di Barone… o per il mio modo di vedere le cose e di dirle con sincera fiducia…
Io mi auguro che ognuno di voi possa trovare la forza spirituale per scegliere di essere qualcosa di buono, di positivo, anche e soprattutto attraverso quella che è la scelta consapevole del proprio stato d’animo.
A presto,
Francesco /Lore/
25.01.2004 Empoli - Italia Citazione...
"Trovandomi a esistere nel mondo,
io credo che esisterò poi sempre in qualche altra forma; e, con tutti gli inconvenienti di cui la vita umana è passibile, non mi opporrò certo a una nuova edizione della mia, sperando tuttavia che gli 'errata' della precedente sian correggibili"
Benjamin Franklin
27.01.2004 Thiene - Vicenza - Italy letture...
"La verità segreta del mondo è che tutte le cose sussistano per sempre e non muoiano, ma si sottraggano per un po' alla vista e in seguito facciano ritorno. Niente muore; gli uomini si fingono morti e si sottopongono a finti funerali e a dolenti necrologi, mentre loro stanno là, a guardare dalla finestra, belli sani e a posto, in qualche nuova guisa foggiati". Ralph Waldo Emerson
31.01.2004 Thiene - Vicenza - Italy Poche righe, grandi riflessioni / Few lines, great thou
So che in me non c'è morte.
Non c'è dubbio che sono già morto diecimila volte. Rido di ciò che chiami consumazione, e conosco la vastità del tempo. Walt Whitman
I know that there isn't any death in me.
There is no doubt that I have already died ten thousand times.
I laugh of what you call consummation, and I know the vastness of the time. Walt Whitman
February 1, 2004 Thiene (VI), Italy 3 anni dopo
Tre anni fa.
Tre anni fa come oggi.
Si, per noi Sun Eats Hours è stato un giorno molto importante, probabilmente il più significativo di quei primi quattro anni d'avventura.
Tutta quella gente al Palaverde, insieme ad una scarica d'adrenalina che rimarrà nei nostri ricordi per sempre.
Un sogno che diveniva realtà. Realtà pura, sostenuta dal solo entusiasmo, dalla voglia di provarci e mettersi alla prova, dalla fede.
Dopo quell'avvenimento tutto ebbe ancor più significato. Un insieme incalcolabile di avvenimenti ci aveva dimostrato che "Quando desideri veramente col cuore qualcosa, tutto l'universo cospira perchè tu l'ottenga" (Paulo Coelho).
In questo nostro Piccolo ma Grande Paese, quell'avvenimento ci diede l'opportunità di farci conoscere a molti ragazzi come noi e, come ogni avvenimento positivo di una certa portata, ci trasmise un respiro ineguagliabile di speranza.
Alcune persone provarono e provano tutt'ora (!) in qualsiasi modo, privandosi della loro stessa dignità, a denigrare e falsificare quella nostra conquista. E mi viene spontaneo un pensiero che accomuna scrittori d'ogni epoca e credo: "la fortuna non è opera del caso".
Non so bene perchè ho scritto queste poche righe. Forse anche solo per rivivere un attimo quella gioia.
Questa è una semplice Diary personale, come quella che ognuno si scrive nel cuore la sera prima di dormire.
Baci!
Francesco / Lore
10.02.2004 Rovigo - Italy ...
"Rimani in questo mondo come un pellegrino e un estraneo, come uno per il quale gli affari del mondo contano solo poco. Tieni il tuo cuore libero, e alzalo sempre in alto verso Dio" Thomas à Kempis
"Keep yourself as a pilgrim and a stranger here in this world, as
one to whom the world's business counts but little. Keep your
heart free, and always lift it up to God". Thomas à Kempis
1.03.2004 Milano/Vicenza - Italy Great Thought
"Chi ha un perchè per vivere sopporta qualsiasi come" Nietzsche
"Who has a cause to live, bears any as"
Nietzsche
23.03.2004 Thiene, Vicenza - Italy ?
Stasera mi è arrivata una mail da un carissimo amico,
leggendola condividevo veramente quello che stavo leggendo.
Infine ho pensato "queste parole dovrebbero essere nella Diary, sono cose che io stesso vorrei scrivere".
Ci sono molti argomenti, tutti importanti, dei quali vorrei parlare qui in questo periodo.
Stasera la vita mi ha messo nuovamente di fronte a parole vere scritte con il cuore (che ho integrato in piccola parte).
Credo sia giusto condividerle con chiunque passi di qui.
".... Sono tornato sul computer dopo aver visto il telegiornale
un pò offuscato e pensieroso.
Pensando e ripensando ho capito che veramente non esistono le casualità
e che tutto è costruito ad hoc secondo degli schemi
che difendono questo o quell'interesse.
Ho seguito l'escalation degli scontri in Medio Oriente
e capisco che in realtà non c'è volontà di raggiungere
un'accordo e che nè l'Europa nè tantomeno gli Usa
riescono ad imporsi sapendo però benissimo che da quella
zona e dal quel conflitto dipende parte del destino del mondo.
Che il potere negli Stati Uniti è gestito da una Lobby che non permette di entrare
nel merito a causa di una forte influenza vicina alle posizioni israeliane.
L'occidente non vuole capire che il prezzo della
propria sicurezza stà anche nella soluzione del problema israelo- palestinese.
E' palese che meno sono le risorse, più un paese è arretrato, più la situazione può essere sfruttata da fanatici e ricchi sceicchi.
Per superare questo mare di sofferenze si deve raggiungere un accordo tra Palestina e Israele.
Questo per avere più speranza e sicurezza in ogni parte del mondo, non solo in medio oriente:
dai treni di Madrid, ai grattacieli di New York, alla metrò di Milano o Mosca... per far ripartire l'economia e la fiducia della gente e del popolo occidentale.
Le risposte militari portano inesorabilmente ad altre
risposte militari, creano sfiducia, paura e seminano odio.
Ho la sensazione che si stia continuamente girando intorno al problema e che non lo si voglia invece affrontare,
cosa che fà piacere a chi vive di estremismo.
L'Iraq finanziava Hamas e gli attentatori palestinesi, Al Qaeda dice di lottare contro
l'infedele accanto ai palestinesi.
Però nessuno arriva al centro della questione. Come dice Jovanotti "il nemico si è infiltrato dentro al sangue che ci scorre nelle vene, nei sorrisi compiacenti di politiche fatte di parole".
Quali interessi così grandi ci sono da difendere?
Interessi più importanti della sicurezza della vita di migliaia e di milioni di
persone nel mondo.
Pensiamoci tutti, solo con attenzione giornaliera e pressione intellettuale possiamo convincere i governi
a risolvere questi problemi, che sono I PROBLEMI dei quali ognuno deve sentirsi parte.
a prestissimo.
Lore
4.04.2004 Ferrara - Italy. El Dia Despues
Esta es un mail que he recibido de un hermano de Madrid.
Quiero escribirla aqui en Espanol, porque quiero mucho que los fans y amigos de toda Espana que pasan de aqui puedan leerla.
Estas son palabra escritas con el corazon,
que transmiten intensamente lo que Madrid ha vivido por el ataque terrorista del once de Marzo.
Agradezco mucho Emil, que ha escrito estas palabras, haciendo reflejarme mucho sobre los humanidad
y sobre los problemas que tenemos de tener el animo de afrontar.
“EL DIA DESPUES...
... Estamos muy acostumbrados a las tragedias.
La televisión, el cine, la globalización.. nos ha acostumbrado a ver imagenes escalofriantes...
...Yo siempre que veo alguna de estas escenas ( Irak, Gaza, Timor, Haiti y
una lista interminable de nombres), siento que algo dentro de mi muere...
Pero cuando te dan una ostia asi.. en tu cara.. sientes una impotencia
tan incontrolable...
Han pasado 24 horas, y en ese tiempo he aprendido mucho de mi mismo, de
mi pais, y de los hombres en general.
Francesco, lo primero que senti fue una desesperanza tan grande... un
vacio, no se explicarlo.. mi abuelo siempre me ha enseñado y educado de una
manera positivista... Me han enseñado a luchar por el amor, pero sobre todo
por la libertad, porque como sabes España ha vivido demasiado tiempo sin
libertad...
Senti que todos los principios que definen mi personalidad se iban a
tomar por culo... ir a clase no tenia sentido, ir a mi casa no tenia
sentido, cualquier cosa que hiciese en ese momento era sin sentido... porque
acababan de matar a 190 personas... al lado de mi casa... un compañero de mi
universidad, un amigo de mi padre, un profesor del colegio donde estudie...
Ha sido tanta la tristeza que he sentido, que ni siquiera he sentido
odio, ni animo de venganza, porque no creo en eso.
Decidi que tenia que ir a un hospital lo mas rapido posible porque hacia
falta sangre, y no puedes imaginar lo que viví alli. Habia largas filas de
gente esperando para dar sangre... cuando alguna persona rompia a llorar la
gente que estaba cerca la abrazaba, todo el mundo luchando, apoyandose... A
medida que iba viendo a mis amigos que se que toman ese tren cada dia, me
invadia una emocion indescriptible... en la universidad todos juntos en
silencio abrazados...
Y esta tarde en la Puerta del Sol (creo que conoces Madrid), nos vamos a
juntar mas de dos millones de personas en un solo grito, en una sola voz...
Gracias a detalles como tu mail, esa desesperanza se ha convertido en
fuerza, en convicción, en confianza, en ESPERANZA, y en agradecimiento...
un abrazo muy fuerte desde Madrid.
"Nada podra acabar con aquel que sepa cantar en la desgracia"
Gracias a todos los que hoy os acordais de los españoles, por darnos "la
musica" para "seguir cantando"
Ciao Francesco!”
Oggi voglio riportare qui una mail inviatami da un fratello spagnolo,
alcuni giorni dopo l’attentato dell’undici marzo a Madrid.
Credo profondamente nella comunicazione rispetto a questo avvenimento, perché sia per tutti noi un modo ineguagliabile per pensare a noi stessi, alla nostra civiltà, al nostro vivere, alla comunità intera.
"Il Giorno Dopo...
... Siamo molto abituati alle tragedie.
La televisione, il cinema, la globalizzazione.. ci ha abituati a vedere immagini da brivido...
... Io ogni volta che vedo ognuna di queste scene, Iraq, Gaza, Timor, Haiti e
una lista interminabile di nomi, sento che qualcosa dentro di me muore...
Ma quando ti sbattono in faccia una realtà così terribile.. senti un'impotenza
totalmente incontrollabile...
Sono passate 24 ore, e in questo tempo ho imparato molto di me stesso, del mio paese, e degli uomini in generale.
Francesco, la prima cosa che sentii fu una disperazione così grande... un
vuoto, non so come spiegarlo... mio nonno mi ha sempre insegnato ed educato ad avere una mentalità positivista.... mi hanno insegnato a lottare per l'amore, ma soprattutto
per la libertà, perché come sai la Spagna ha vissuto troppo tempo senza
libertà...
In quel giorno sentii che tutti i principi che definiscono la mia personalità erano stati presi per il culo... andare a scuola non aveva senso, andare a casa mia non aveva
senso, qualunque cosa che facessi in quel momento era insensata... perché
avevano appena ammazzato 190 persone... di fianco alla mia casa...
un mio compagno di università, un amico di mio padre, un professore della scuola dove studio...
È stata tanta la tristezza che non ho nemmeno sentito odio, nè sete di vendetta, perché non credo in essa.
Decisi che dovevo andare ad un ospedale il più velocemente possibile per donare del
sangue, e non puoi immaginare quello che ho vissuto in quei momenti.
C'erano lunghe file di persone che speravano di dare del sangue... quando qualche persona scoppiava a piangere la persona vicina l'abbracciava, tutto il mondo dentro lì stava lottando, appoggiandosi l’un l’altro...
Rivedendo i miei amici che prendono quel treno ogni giorno, sentivo un'emozione indescrivibile... nell'università tutti insieme, abbracciati in silenzio...
E questo pomeriggio nella Porta del Sole, credo tu conosca Madrid, andremo a
unirci in due milioni di persone con un solo grido, uniti in una sola voce...
Grazie a cose come la tua mail, quella disperazione si è convertita in
forza, in convinzione, in fiducia, in Speranza, ed in gratitudine...
un abbraccio molto forte da Madrid.
"Nulla potrà morire per colui che sa cantare nella disgrazia"
Grazie a tutti coloro che oggi si ricordano degli spagnoli, per darci "la
musica" per "continuare" a cantare
Ciao Francesco”.
19.05.2004 Thiene, Vicenza - Italy Still against...
E’ da un quarto d’ora che voglio iniziare questa piccola nuova diary ma, pur sapendo precisamente di cosa voglio parlare, non trovo il modo “adatto” per introdurmi in essa.
Forse è proprio in questo che gli uomini sbagliano fin dall’inizio: il voler trovare sempre quel fastidiosissimo “modo adatto” per entrare in un discorso, per filtrarsi in una discussione, per dire la propria opinione, per esprimere i propri sentimenti.
Oggi farò senza passare per quel “modo adatto” che ci è stato insegnato ovunque… a scuola, a casa, a catechismo, nelle varie palestre di vita.
Non possiamo continuare a chiudere i nostri occhi di fronte alla mediocrità che pervade quasi ogni mezzo di comunicazione degli uomini.
La struttura sociale è una contraddizione continua con i valori di fratellanza e reciproco amore, o almeno giusta convivenza, valori che solo in teoria sono le basi della cultura occidentale.
I mezzi di comunicazione sono una merda pazzesca.
La televisione è al primo posto. Al primo posto negli ascolti, nell’influenza e dunque la prima del banco degli imputati.
Quando guardo la televisione mi viene il vomito.
Mille canali, mille programmi, miliardi di euro sputtanati in cazzate d’intrattenimento per cervelli fermi, stanchi, e soprattutto per occhi chiusi.
E’ una televisione per ciechi. Contraddizione pesante. Meglio, una televisione per sordi e ciechi.
Ma sapete qual è la più grande merda? Che quella televisione è fatta dagli uomini per altri uomini.
Non è che c’è una specie di entità bastarda che si è impadronita dei mass media e ci costringe a vedere tutta quella spazzatura! No! Sono semplici uomini come noi che seguono indici di gradimento e programmano, pianificano, inventano tutto ciò che il telespettatore chiede di vedere. dunque… Siamo noi telespettatori ad esserne i pilastri. Pilastri ignoranti.
Siete voi che ogni volta che accendete per noia o per vizio quell’oggetto regressivo date una preferenza ad uno ad un altro programma… Ad un reality show del cazzo o ad un gioco a premi o peggio ad una soap opera con poco spirito artistico.
Siete voi che prosciugate, assorbite, macinate, immagazzinate tutta quella miriade di deficentissime immagini e idee (ma che idee?).
Sono anni che accendo la televisione solo per ciò che concerne l’informazione.
Sono anni che un fastidio viscerale mi pervade quando faccio un po’ di zapping.
Ora però, crescendo, ho capito che il mio fastidio ha una origine chiara, una origine che deve essere urlata a 130 decibel nelle orecchie di tutti i ragazzi che si bruciano l’identità davanti all’ “assassina della consapevolezza”.
Gente che soffre, gente che non ha da mangiare, gente che è malata terminale, gente che è in sedia a rotelle, gente che non ha niente, gente che ha viaggiato, gente che ha sofferto, gente che ha aiutato, gente che ha visto, gente che ha pensato, gente che ha costruito positivamente… dove sono queste persone in televisione? Dove sono le loro parole, i loro racconti, le loro realtà che tanto possono trasmetterci? Solo in programmi sporadici in orari improponibili… questa non può essere una risposta.
La televisione è oggi il mezzo di comunicazione al quale più persone nel mondo industrializzato hanno accesso.
E’ di facile comprensione, è di facile assimilazione.
Può essere (come effettivamente è) un’ ARMA MICIDIALE senza eguali. Una influenza senza pari su centinaia di milioni di anime.
Eppure potrebbe esserne la salvezza.
Ahimè solo un’entità istituzionale come lo Stato potrebbe promuovere una televisione di progresso, impedendo tutta questa merda.
Ma purtroppo dovrebbe essere una decisione unificata a livello almeno Europeo… e quando devi unire molti uomini, devi unire anche molti interessi. E purtroppo l’interesse unico che paga è il valore ($) non i Valori.
Il mondo non cambierà da solo.
Chi sono io per parlare? Sono un uomo, fornito di anima e intelletto, unione che può darmi una visione emozionale e scientifica di una situazione, intuitiva e pragmatica.
E’ un dovere morale agire e reagire.
Siamo noi a dover mettere da parte la merda che abbiamo davanti agli occhi, quello schifo che ci è entrato ormai nelle vene, nei silenzi di chi si sente sconfitto, nei silenzi di chi, in fondo, sta bene anche così.
Non siamo soli in questo mondo. Noi abbiamo tutto. Molti non hanno niente.
Tutto questo sempre perché il Valore ($) ha comprato i Valori.
Il valore maledetto ($) compra le anime.
Il valore maledetto ($) compra la vista per vedere, l’udito per ascoltare, le mani per agire e combattere.
Ho sentito dire spesso che tutti hanno un prezzo. Non so se sia proprio vero, qualcosa dentro me mi spinge a voler credere che non sia esattamente così.
Il fatto però è che la maggioranza dei miei coetanei si è fatta comprare per ben poco:
-un pugno di programmi d’intrattenimento deficenti,
-musica imposta da 100 radio che mandano solo le stesse 10 canzoni,
-qualche videogioco per escludersi dalla società,
-una Mtv falsamente “giovane e intelligente” che ormai mette in onda solo mercedes, canzoni merdose con una sola carnagione, fighe e fighi che ci fanno vedere che ci provano gli uni con gli altri, case di lusso, cartoni scemi, americani che fanno cazzate dalla mattina alla sera…
mi sembra un po’ troppo poco il valore che date alla vostra coscienza cari fratelli.
Quanto volete per la vostra anima?
7.07.2004 Nel bosco, tra S.Antonio e Valli Dall'eremo ROCK!
Hola a tutti!!!
Oggi vi scrivo da un posto particolare, nel quale stiamo realizzando ciò che più amiamo. Ridarò anche un paio di news importanti!
Precisamente siamo in una casa in mezzo ad un bosco, nulla intorno per kilometri.

O meglio, c’è tutto ciò che riesce a meravigliarmi senza fine… La Natura.

I suoi colori, i suoi profumi, le sue lunghe storie che si leggono nei tronchi degli alberi, negli animali e insetti che in città non ci sono più, nei fiori naturali che infondono una intensità emozionale più forte che in pianura.
Sono qui da ormai una settimana. Mi piace pensare a questo posto come un eremo unico.
E’ un eremo Rock.

Si può urlare fino a mattina, si può battere la batteria fino a spaccarla, però si può anche stare in silenzio e sentire solo gli uccelli cantare e la pioggia cadere. Ci si può ascoltare
Si, è proprio un eremo Rock.
Perché ufficialmente è qui che ho iniziato la composizione e scrittura del nostro nuovo album.
Talvolta servono decisioni nette per raggiungere ciò che ci si sogna. Quindi ho deciso di prendere un mese della mia vita e venire in mezzo al bosco, per scrivere la musica che sento. Le parole che voglio. Senza troppe distrazioni, senza quella routine che, per quanto eccitante e emozionante possa essere la nostra vita, ci assale inesorabilmente senza che ce ne si accorga.Ecco perché per tutto Luglio siamo volutamente fermi dai concerti.
Non posso nascondervi che mi sento enormemente gasato e soddisfatto (per una volta vada a quel paese la modestia!) dai primi due pezzi finiti e registrati! SPACCANO IL CULO!!!
Credo che si sentano molto i quasi tre anni di silenzio compositivo da quando avevo scritto i pezzi di “Will”, che poi sono quasi tutti su “Tour all over”.
Si percepisce al primo ascolto un cambiamento, una evoluzione che abbiamo aspettato e meditato a lungo. Che personalmente ho anche sperato, e che ora è in mezzo a noi e ci dà una energia illuminante.
Non ho la più pallida idea di come si intitolerà il disco. Di quante canzoni avrà, di cose del tipo “è più melodic hard core di “Don’t waste time”? è più veloce di “Tour all over”, è più… è meno…è emo???” …
Ecco, l’unica cosa che posso dirvi è che non sarà un disco emo all’ultima moda come stanno facendo una marea di band in Italia e in Europa.
Semplicemente, so che sarà fatto con tantissimo cuore, spontaneità, voglia di comunicare idee e emozioni, valori … che sarà ancora migliore.
Sono passati tre anni, abbiamo fatto una marea di esperienze. E’ un album che uscirà contemporaneamente in circa 20 stati, e alle spalle di tutto questo c’è stata una maturazione, tantissima passione e una enorme mole di volontà e lavoro.
Credo uscirà tra aprile e maggio del 2005.
Qui ringrazio ancora Ilich della Rude Records per aver creduto nel sogno dei S.E.H.
Per aver dimostrato che anche un Italiano può battere un certo cammino.
Ora mi hanno raggiunto qui Ricky e Lemma.
Entrambi hanno il loro bel da fare.

Dovete sapere che abbiamo deciso anche di fare anche un DVD dei SUN EATS HOURS.
Non sarà nulla di “ufficiale” o “professionale” o “commerciale”. Anzi, sarà un low quality di primissima scelta!
Semplicemente saremo noi. I S.E.H. per come sono.
Ricky sta montando tutto il materiale che in questi mesi ha filmato in giro, ovunque. Sta seguendo e creando lui questo strano e vero Dvd.

L’ idea è nata dopo aver messo on line il video di “Sun Eats Hours”, appunto montato da Ricky con immagini della nostra vita quotidiana in tour. Molte persone ci hanno detto dopo averlo visto “hey, quel video è proprio bello perché si vede ciò che siete”. Bene… da queste opinioni è partita la spinta per preparare il dvd. Desideriamo farlo per condividere con tutti coloro che vogliono esperienze, immagini, situazioni, che altrimenti sarebbe impossibile vedere.
Ci sono scene di verissima vita in tour, cazzate pazzesche, ubriacature moleste, una decina di video live, presentazione dei singoli strani personaggi che fanno parte di questa Band… moltissime chicche di ogni genere e tipo.
Credo sarà disponibile da metà settembre.
Già che ci sono finisco di darvi le novità:
A settembre saremo di nuovo in tour in Spagna (la quarta volta in 10 mesi) e faremo il nostro primo vero tour in Francia… Da Settembre torneremo anche a fare concerti in Italia. Abbiamo già fissato parecchie date e finiremo coi live per fermarci a registrare il disco a fine Novembre.
Ah… dimenticavo, sull’ultimo Rock Sound (quello di Luglio) c’è un nostro inedito LIVE, “Same Devils”, registrato a Lione a Febbraio. Su quello di Giugno sulla rubrica “Io e i miei dischi” c’è il sottoscritto, quasi mi imbarazzo a dirlo… eh.
Cavolo mi accorgo d’avervi dato un bel po’ di news, una cronaca di fatti e decisioni come se faceste veramente parte della band
Ma la verità è che ne fate parte.
Almeno nel mio cuore.
Sinceramente,
Lore
p.s.: dimenticavo di dirvi che le nostre mail @suneatshours.com non funzionano ormai da un mese e quindi ci scusiamo per eventuali mancate risposte. Potete scrivere, finché il problema non verrà risolto, a riccardorossi@email.it e per i concerti a mauri@heartwork.it
Ottobre 30, 2004 Thiene, Vicenza - Italy Necessaria coscienza
Ci sono momenti
che i pensieri diventano quasi come testi di canzoni,
interminabili.
Momenti in cui la testa scoppia,
costringe a dirti: “sei nervoso!”.
La verità è che è la mente in fallo, è la mente a mancare nel suo incarico.
Non riesce a seguire tutto ciò che il Cuore sta fermentando dentro te.
Non riesce a dividere l’insieme di emozioni che permeano i fatti ai quali ti stai riferendo, e dunque ti senti frustrato, instabile, schiavo di mille pensieri ai quali rischi di dichiarare partita persa.
Ci sono momenti in cui non sai se sei solo.
Certo “ho grandi amici fraterni” dici,
ma in fondo, dentro dentro,
nell’abisso più oscuro,
in strane situazioni complicate,
inizi a notare che forse sei solo.
Non è colpa di nessuno, non c’è da biasimare nessuno. La vita forse ha scelto che tu sia solo in quel momento.
Che forse ti tocca affrontare il Problema senza l’ausilio delle persone che credevi… che pensavi.
Talvolta giungi alla conclusione che solo tu stesso darai la direzione alle cose.
Il resto delle persone attorno a te diviene una cornice instabile e rumorosa dalla quale stupidamente t’aspetti e pretendi di ricevere un aiuto per le risposte alle tue domande, per i tuoi obiettivi, per la tua crescita.
E’ difficile accettare che talvolta dipende invece solo da te.
Ed è difficile quando sai che queste decisioni solitarie poi influenzano la vita di altri.
Non tutti si trovano spesso in questa situazione.
Forse accade solo a quelli che hanno un Cuore veramente scattante, infuocato, sognatore; Cuori capaci di alzarsi tra gli avvenimenti certi e urlare la loro indipendenza, la loro voglia di credere al di là degli schemi e dalle sicurezze imposte nella vita di ogni giorno.
Magari è successo anche a voi.
Magari succede solo a me.
E’ nei momenti più complicati che si capisce chi crede in te, chi crede in quello che fai, in quello che sei;
ma soprattutto è in quei momenti che tu capisci in chi credere, in chi porre la tua Fiducia.
E c’è sempre qualcosa in cui porre fiducia, ma forse non è nelle persone che ti aspettavi.
Forse è solo dentro te,
forse è sopra di te.
a presto,
Lore
23.12.2004 Zugliano Il tempo
E' stato esattamente questa sera, che guardando le nuvole, veloci e sottili, sono riuscito a pensare al concetto beffardo del tempo.
Beh forse sarebbe educato presentarsi prima!!
Io sono Lemma, voi non avreste mai pensato di trovarmi qui... Ebbene il tempo passa così in fretta, che senza accorgercene, presi dal nuovo Disco e da tutto ciò che gli stà intorno, abbiamo un po' trascurato la diary.
Allora mi sono sentito in dovere di venir in aiuto del nostro amato Lore, che più di tutti riversa se stesso in Noi. Di certo non mi illudo di essere alla sua altezza, ma sono convinto che una diary vi possa comunque muovere buone sensazioni.
E' dovuto ringraziare tutte le persone conosciute durante il lungo Tour All Over. Senza di voi niente sarebbe stato possibile.
Se solo mi metto a pensare a quanto il mio essere si sia completato grazie al dono delle vostre speranze, gioie, desideri, amori, ma anche angoscie e tristezze mi si stringe il cuore...Quanto tempo si è sdraiato ai piedi di noi tutti per farsi calpestare, baciare e stringere come un amico che inerme segue il corso delle nostre vite.
Sarebbe stupendo poter prolungare il tempo, o trovare il suo fulcro per poter agire su di esso. Ma non per noi stessi in persona, ma ben sì per poter stare più a lungo con esso... Perchè sappiate, anche se anche tante volte così può sembrare, lui non è mai stato, non è, e non sarà mai nostro nemico.
Il tempo è a nostra disposizione, è un entità che si dichiara pronta ad accettare ogni nostra decisione e percorso. Non vi sembra incredibile?
Certo, questo non significa che sia facile andarci d'accordo, ma una cosa è sicura: Questo dipende soltanto da noi.
Proprio stasera mi sono accorto di quanto sia bello osservare le nuvole veloci e sottili (tipo "cielo a pecorelle"), venir trapassate dalla luce riflessa della luna...
E' incredibile notare come in esse, poste al di sotto della luce lunare, si creino milioni di sfumature, più scure e ovattate verso l'esterno fino ad arrivare all'ipnotico bianco immacolato esattamente in prospettiva del nostro piccolo satellite.
Ora provate ad immaginare che la luna sia il tempo e che le nuvole interpretino gli umani.
Solo la velocità della nuvola può determinare l'esposizione alla luce bianca della luna, come soltanto la nostra volonta riuscirà a perdere od usare il tempo concesso.
Vi ringrazio per aver condiviso questi miei pensieri, e vi faccio i miei più sentiti auguri di Natale.
lemma
4.01.2005 Thiene yeah
Buon Anno a Tutti! che lo sia veramente! per i sognatori, per chi ama, e per chi ha bisogno di iniziare a farlo.
Che sia un anno di consapevolezza,
chiave sconosciuta di una felicità silenziosa.
Avete letto gli intensi pensieri del bravo Lemma? A me personalmente hanno trasmesso molto!
Ora vado al dunque di queste poche righe: sono per scusarmi con tutti coloro che mi hanno scritto mail o cercato negli ultimi due mesi senza magari ricevere risposte adeguate, come invece avrei voluto. Sono impegnato a livelli preoccupanti…eh… Da ormai inizio ottobre non mi sono concesso un solo giorno di semi pausa.
Sono stati mesi MOLTO intensi che hanno messo e stanno mettendo alla prova ogni nervo ancora saldo nel mio corpo, e perfino quelli dell'Anima.
Siamo passati attraverso delle risoluzioni contrattuali, minacce, concerti cancellati, esperienze perse, difficoltà, licenziamenti, che ci hanno mostrato i lati più neri dell'ambiente musicale e anche umano. Esperienze che non auguro a nessuno, tranne a coloro che vogliono accrescere veramente la loro consapevolezza, anche attraverso esperienze buie atte ad aumentare poi la loro capacità di vedere.
E come ogni periodo ci sono state esperienze diametralmente opposte, come ricevere, per citarne una, il premio da Punkadeka, che ha dato, nel nostro piccolo, un significato ancora più positivo al 2004. Per ognuno di noi è stato un anno di Vita indimenticabile.
Ora siamo a 5 giorni dall’inizio delle registrazioni del nostro nuovo album.
Il nuovo album dei Sun Eats Hours.
Quanto tempo è passato dall’ultima volta? Quanto? Troppo sicuramente!
Nelle prossime settimane inizieremo a dare novità sostanziali rispetto al disco.
Registreremo parecchi pezzi, e vi assicuro, spaccano! Ormai tutti i testi e i titoli sono scritti. Anche il titolo del disco è quasi certo, ma lasciamo ancora dei giorni…
Tornando al motivo di questa diary (che voleva essere veloce ma…) volevo dire che se ci volete scrivere indirizzate le mail a lemma@suneatshours.com o a ricky@suneatshours.com , perché fino ad aprile, con mio dispiacere, non riuscirò ad esserci “via mail”.
Fate i bravi, eh…
Lore
6.02.2005 Hate Recrding studio. Dull Minds
DULL MINDS
My mind doesn't realize it yet
This state of anxiety permeates
every single second of my days
Yeah it’s all the same
What I am but what I would be,
What I want but what I feel right,
What I should but what I do but what I would but what I could
It’s him
my worst nightmare ever
Knocking on the door of my soul To crush my angel
And make me suffer
Researching our real being
Or
Certainties’ harmony?
What I should… but what I do?
What I would…but what I could?
I'm drowning in my thoughts
But I’d choke more without ‘em
RIT.
What do I want from me?
What do I want from my life?
What do I want from the future?
And for my neighbours?
Why Am I acting here, in this theatrical scene?
The Answers will be given only if I’ll resist
I see the mediocrity expand
The dun silence in their eyes
Lost dreams, dead hearts, and desperate days
This flock pissed on their lives with no shame
Reflecting the indifference handed down
A generation’s calling outside this theatrical scene
What I want now is what I do and what I should is what I would
3 Marzo 2005 recording studio Il segreto
E' stata come una rosa,
ritrovata, in un giardino rimasto lontano per molto tempo.
Un giardino ormai quasi segreto ... ma che nel retro dell'anima sapevo dov'era,
sentivo che c'era e che già è stato, in un passato, nella mia esistenza.
Oggi è un po' come fosse Natale.
Quel Natale che avevo dimenticato nella sua essenza, nei suoi profumi, nelle
sue sensazioni, nei colori, nei pensieri, nei discorsi e nelle armonie.
Fuori nevica, io e Icio siamo felicemente bloccati qui in studio, e sarebbe impossibilie fare altrimenti.
Gli alberi, spogli, sono silenziosamente ricoperti da una magia cristallina che risplende non so di quale
strana luce.
Forse quella Luce che la vita stessa ci concede ogni tanto, per alcuni istanti,
e che ci permette di capire mille situazioni e mille difficoltà accadute.
Trovare un senso a momenti difficili, accettare e comprendere.
Questo è un momento di puro Cuore,
Amo questo istante, quasi fosse tra i migliori della mia stessa vita.
Provare a rinunciare ai giudizi e alle misure limitanti per una composizione senza pregiudizi,
mi ha permesso di togliere un po' di polvere dal mistero che si cela tra noi,
le vibrazioni, i sentimenti e la Fede.
Ho sollevato in una canzone anni di pensieri e di dubbi,
qualcosa che vale la pena di avere fatto e che ora so che non dimenticherò mai,
nemmeno se domani smettessi.
Per me stesso, per la mia anima.
Grazie ad oggi e grazie ad una persona magnifica che mi ha accompagnato in questa esperienza,
posso concedermi l'enorme fortuna di sentire che finalmete ho compreso,
almeno in parte, quello che Victor Hugo ha espresso in poche, universali, parole.
"La musica esprime ciò che è impossibile da dire e su cui è impossibile tacere".
3.04.2005 Thiene - Vicenza - Italy Tu che conosci il Cielo
E’ la seconda volta che rimango così segnato nell’accorgermi e capire quanto io mi sia perso
della magia di una persona quando questa è venuta meno nel nostro mondo.
E’ la seconda volta che rimango come travolto dalla morte di un essere speciale che ha la forza, con la sua morte, di richiamare migliaia di pensieri e di sensazioni, anche dei meno “attenti” come posso essere io, come puoi essere magari anche tu che leggi ora.
E’ il risvegliarsi della forza personale a risuonare come una campana che scoppia.
Attraverso questa vibrazione, che richiama molte anime ad alzare il capo al Cielo, una morte può diventare il segno finale di qualcuno che veramente ha mosso mari e monti.
e … una morte di un uomo di tale spessore diventa come un tuono che infuoca gli spiriti e dà loro un lampo di lucida comprensione delle proprie mancanze e allo stesso tempo delle proprie potenzialità.
In questi due giorni mi sono ritrovato di nuovo faccia a faccia con la sensazione di non aver partecipato abbastanza come avrei potuto, di non essere stato presente come molti altri han fatto. E la sensazione di aver perso qualcosa è stata forte. La sensazione di aver fatto più parte di quelli che non hanno preso una posizione, di quelli che si sono lasciati influenzare a stare in silenzio, è forte.
Io non sono stato un “Papa Boy”. Non sono stato uno di quelli che ha preso lo zaino e ha camminato con altri migliaia cercando di rendere evidente la propria voglia di essere “mondo”, di essere famiglia abbracciando tanti altri ragazzi di ogni dove. O almeno non lo sono stato come avrei potuto. Eppure ho sempre avuto una grande fiamma dentro. Che ora si sta facendo sentire e vuole prendere ciò che è suo di diritto. E allora in questi due giorni mi sono domandato perché io non mi sia alzato e mi sia elevato abbastanza nella semplicità come hanno fatto tanti altri ragazzi, rendendo esplicito al mondo esterno ciò che veramente ho dentro.
Mi sono chiesto perché spesso molti di noi ragazzi di questo nostro mondo abbiamo una sorta di “vergogna” a urlare ciò che abbiamo dentro. Di urlare il nostro modo di interpretare la Fede, la Spiritualità.
Spesso ho fatto i conti con la rabbia nel passare in mezzo a centinaia di miei coetanei e capire che manca una forza che renda esplicito quello che in fondo buona parte di noi ha dentro, sia grazie alla nostra cultura, sia al Paese nel quale abbiamo avuto la fortuna di crescere.
Voglio perdere quella sensazione di quando ero più o meno quattordicenne, che so che moltissimi di noi ha provato, di poter sembrare “sfigato” se si diceva “Si, io credo”… Se si voleva parlare di amicizia, di amore, di politica, di fratellanza, di ciò che ci ha affidato con speranza la Parola dei Profeti.
Chi parla e affronta questi argomenti è all’opposto dell’essere “Sfigato”. Chi sviluppa questi valori nella vita di tutti i giorni, insieme agli altri, è probabilmente il più fortunato, il più forte, il più interessante, perché ha messo da parte la vergogna e sta provando a distinguersi, mostrando a se stesso la dignità d’essere un uomo libero.
Non sono MAI stato un’anima affine agli ordini costituiti, alle imposizioni, alle regole e misure limitanti. Ho sempre fatto tanta fatica ad accettare la storia di una parte dei ministri della nostra religione. Ma questo non significa dover rinunciare alla fortuna di poter essere parte di qualcosa di magico, di rinnegare la sua possibilità d’esistere anche in me.
In questi giorni ho spesso provato dentro il cuore, grazie alla storia e alle immagini di quell’Uomo Magnifico, la certezza che la Chiesa ha nelle mani la Forza di creare unione e coscienza, di animare e elevare milioni di spiriti in ogni parte del mondo.
La Chiesa ha il potere di contrapporsi agli interessi e alle barbarie, la Chiesa ha la forza di sconfiggere il buio che c’è dentro l’uomo, la Chiesa ha la possibilità di fare realmente da Ponte, come Lui ha fatto, tra la gente, la vita e il Cielo.
La Chiesa và interpretata ora per quello che era il suo primordiale motivo d’esistere, cioè la comunicazione e la pratica di ideali fraterni, l’unione tra il popolo del mondo, la salvaguardia della libertà, la salvaguardia e lo sviluppo delle coscienze verso un fine di miglioramento comune a tutti gli uomini . La Chiesa dev’ essere ciò che Gesù Cristo indicava, cioè il mezzo attraverso il quale gli uomini, come me e te, operano quotidianamente per creare e sviluppare ciò che la buona volontà e la fraternità indicano.
Ci è stata data la possibilità e la fortuna di avere un Papa fortissimo, che è andato molto oltre ciò che l’istituzione della Chiesa si aspettava. Il passato della curia ha avuto molti momenti ombrosi, anche nel periodo in cui era stato eletto proprio Lui, 27 anni fa. Ho la sensazione che chi voleva portare a Roma un Papa polacco, che non aveva nessun tipo di aggancio con le logiche Vaticane, avesse tale volontà nella speranza che le logiche stesse potessero rimanere immutate dopo la morte “indotta” di Papa Luciani (che voleva cambiare radicalmente molte “teste” all’interno del Vaticano. Per chi non lo sapesse è morto in circostanze misteriose dopo 33 giorni di papato)… Probabilmente è stata una grazia divina a darci Karol, un Uomo di tale Spessore con quella energia Comunicativa.
Ho la sensazione che le volontà della parte oscura della curia ecclesiastica hanno preso, con il pontificato di Papa Giovanni, una batosta reale… e un papa che veniva da un Paese lontano, con un nome difficile e con pochi agganci, si è rivelato proprio per questi motivi un uomo di Dio come pochi prima. Egli ha fatto in parte esattamente ciò che gli uomini si aspettano positivamente dalla Chiesa, ed ora molti di noi che si sono sentiti spesso lontani da quell’istituzione religiosa, hanno dei motivi per ravvicinarvisi.
La mia speranza è quella che Egli abbia seminato abbastanza da impedire ai “potenti” di far tornare la Chiesa ai suoi passati misfatti.
Ora la Chiesa, dopo questo impeto di positività, ha bisogno ancora e assolutamente di una guida che sappia comunicare con noi, che sappia imporsi duramente contro i colossi del potere (e spesso delle ingiustizie) mondiali. Che sappia muovere le coscienze, far brillare gli occhi, far urlare di vita e creare le possibilità di unirsi fedelmente al valore di essere fratelli su questa Terra.
21.04.2005 my room Smash
Smash
Head over heals I‘ve fit in before
Now I don‘t want to do it no more
I‘ve held it all in with blood on my face
Built it up man so bad you can taste
I don‘t slag no one
I don‘t even judge
Don‘t give a shit cause I‘m not gonna budge
I just want to be who I want to be
Guess that‘s hard for others to see
I‘m not a trendy asshole
I do what I want
I do what I feel like
I‘m not a trendy asshole
I don‘t give a fuck if it‘s good enough for you
Cause I‘m alive
Smash is the way you feel all alone
Like an outcast you‘re out on your own
Smash is the way you deal with your life
Like an outcast you‘re smashing your strife
Head over heals I‘ve fit in before
Now I don‘t want to do it no more
I just want to be who I want to be
Guess that‘s hard for others to see
28.04.2005 Thiene - Vicenza - Italy Il tramonto
Guardi fuori,
ami il sole, cerchi con lo sguardo di andare più in là del suo tramonto,
perché sai che domani potresti non vederlo più.
Guardi fuori, l’infermiera si avvicina per chiudere la tapparella,
ma tu dentro gridi perché il Sole lo vuoi vedere ancora,
fino all’ultimo istante,
fino a quando le alte montagne non faranno scendere il loro possente sipario su di Lui.
L’infermiera capisce dal tuo sguardo assordante, si ferma. Ferma!
Eccolo, è ancora li. Tu sei ancora qui.
Lo osservi intensamente, il tuo Cuore scorre nel Cielo gli istanti di una vita intera.
I pensieri che non hai fatto, le considerazioni che non hai concepito, la fede che non avevi trovato.
Il dolore sale, ma tu non ci affoghi ancora completamente, ed è proprio allora che lì ami ogni singolo istante, ogni nuvola che passa, ogni battito di ciglio.
Quei minuti valgono più di mesi interi;
i minuti più intensi, quasi come se proprio questo conto alla rovescia sia il momento nella tua vita in cui ti accorgi di più di essere vivo. Ancora Vivo !!!
E nel fondo del tuo cuore scopri che in qualche forma vivo resterai, anche se domani forse il Sole lo saluterai d’altra vista infinita.
June 12, 2005 Treviso - Italy IT'S DONE!
Hey Dudes!
here I am! I'm SOOO happy and excited to tell you all that the new Sun Eats Hours is done!!!!!!!!!!!! Yeah.
Last week we finished it at the New Sin Studios.
It's the best fucking music we ever wrote, played and recorded.
That's all what I want to say now, in a few weeks we'll start give you news and surprises about the album.
The Sun Eats Hours are coming back!
Ciao ragazzi!
Eccomi qui! Sono MOLTO felice e entusiasta di dirvi che il nuovo album dei Sun Eats Hours è completato!!!!!!!
La settimana scorsa l’abbiamo finito ai New Sin Studios.
E’ la miglior musica che abbiamo scritto, suonato e registrato fin’ora!
Nelle prossime settimane inizieranno ad esserci novità e sorprese sul nuovo album.
I Sun Eats Hours stanno tornando!
Luglio 15, 2005 Thiene (VI), Italy Now, Again
Raise yourself
Take advance
Perceive the Light
Make it yours
The Sun is rising
The new Sun is coming
Ci sono molte cose che mi hanno portato a scrivere queste parole, a metterle come anteprima dell’album, armonizzandole come sua stessa premessa, come introduzione.
E’ stato come voler stendere un tappeto rosso e aprire una porta preziosamente rivestita, per farci entrare tutti quelli che in qualche modo si sono sentiti feriti, incazzati, sconfortati, persi, isolati, stanchi. Per tutti quelli che si sono sentiti ribelli e si sono ribellati, per coloro che hanno preso in mano le proprie anime e si sono accorti che la necessità di cambiare e di evolvere è incombente,
per coloro che la società dipinge come “gli Ultimi”, gli “Outsiders”.
“The Last Ones”
Questo album è per noi.
Questi ultimi 10 mesi sono stati vissuti dai Sun Eats Hours in modo silenzioso, per vivere e creare questo nuovo album attraverso una via nuova, percorsa raramente dalle band odierne.
Tutto il lavoro artistico attorno e interno a questo disco si basa su un concetto di coordinazione delle idee e dei valori che lo motivano.
Abbiamo sentito necessario e vitale evolvere lo stile della nostra musica, evolvere in tutto ciò che circonda il gruppo; dunque dal booklet dell’album alla cover, dalla grafica del sito, ai suoi contenuti, dalle foto al logo nuovo, tutto si è creato volendo seguire fedelmente i concetti dei testi del disco e le sue armonie. Perché di fatto questa musica ha bisogno di una espressione più completa per essere vissuta e amata nella sua integrità, per coglierne la magia e la forza.
In questi quasi quattro anni senza registrare un album, i Sun Eats Hours hanno vissuto molte sensazioni ed esperienze, sia come persone che come band, che possono far toccare il cielo con un dito e far cadere un uomo nell’abisso dello sconforto.
Molte cose sono maturate in noi, “The Last Ones” ne è la traduzione.
Mentre gli altri come piccole bandierine senza peso si fanno trasportare dal vento verso una o
un’altra moda temporanea e dunque inconsistente, noi vogliamo seguire la nostra moda interna. Questa moda interna e personale si definisce nel concetto “Esprimi ciò in cui credi, non ciò che ti converrebbe essere”.
Oggi abbiamo una idea chiara per la musica che suoniamo: il punk deve evolversi e sfociare ora nella capacità di essere intelligente e astuto, colto e composto, per muoversi e organizzarsi tra le assurdità di un pattume spirituale e mentale che avvolge milioni di ragazzi e ragazze nel mondo. Ragazzi standardizzati da imposizioni consumistiche, lobotomizzati dalla mancanza di volontà e da una reale voglia di scoprire una propria identità.
Quindi eccoci qui, meno sereni di un tempo (come dice un noto personaggio), più vecchi, più chiari ma più composti, più completi, fastidiosi come sempre per chi ci invidia e odia, più convinti e diretti, comunque sempre nella nostra strada.
02.20.2006 Da qualche parte nel Cielo! Diary Tour Jiappone _ Parte UNO
Accendo il portatile... e eccomi qui! Siamo in un Aereo, direi enorme. Londra / Tokio.

La mappa dice che siamo sopra “Aldan Plateau”, sotto la Siberia, in una zona deserta della Cina. Non so che ore siano... La nostra ora Italiana, quella della Siberia, che stiamo sorvolando ora, o quella di Tokio, dove atterreremo? I punti di riferimento e i punti di vista, le differenze... questo è il primo spunto del viaggio!

... gli inglesotti della British Airways ci odiano già esplicitamente per, in elenco:
-abbigliamento
-chiassosità elevata
-sonnolenza zero
-ipertensione
-la gioia di vivere che contraddistingue l’Italiano medio dall’ anglosassone
-il desiderio e la richiesta continua di bottigliette gratuite di vino rosso
-le grasse risate


Siamo Italiani, in viaggio per un tour in Giappone. Ci divertiamo, ci brillano gli occhi. Filmiamo tutto, beviamo e brindiamo. Si, questo brindisi ce lo dobbiamo: la strada fatta fin’ ora sembra finalmente abbastanza, e dopo cinque mesi di tour continuo in giro per l’Europa, ora stiamo andando a suonare in un altro continente!
Da centinaia di Km guardo sotto a noi, neve, fiumi, laghi, montagne dalle forme strane. Non c’è nulla di umano da migliaia di km. Sono circa otto ore che siamo in questo volo.
Guardo il cielo nella nostra prima alba orientale. Sotto di noi non trovo risposte, se non una grande domanda del quanto possa essere differente il mondo rispetto casa tua.
Mi sento totalmente ingenuo, inesperto, perso in questa immensità che da qui mi fa sentire come parte di un miracolo.

Sto perdendo un’altra mia verginità. E’ una personalissima esperienza sacra. Quando l’entusiasmo ti innalza a quella strana curiosità, mista a venerazione e ilarità. Ecco ciò che si prova.
Il viaggio aiuta. Me lo dicevano sempre. Beh ora ci siamo sopra a questa parola. Come in un tappeto volante. Come sulla fantasia. Si, tutta questa storia potrà sembrare un salto nella fantasia.
02.20.2006 Da qualche parte nel Cielo! Diary Tour Jiappone _ Parte UNO
Accendo il portatile... e eccomi qui! Siamo in un Aereo, direi enorme. Londra / Tokio.

La mappa dice che siamo sopra “Aldan Plateau”, sotto la Siberia, in una zona deserta della Cina. Non so che ore siano... La nostra ora Italiana, quella della Siberia, che stiamo sorvolando ora, o quella di Tokio, dove atterreremo? I punti di riferimento e i punti di vista, le differenze... questo è il primo spunto del viaggio!

... gli inglesotti della British Airways ci odiano già esplicitamente per, in elenco:
-abbigliamento
-chiassosità elevata
-sonnolenza zero
-ipertensione
-la gioia di vivere che contraddistingue l’Italiano medio dall’ anglosassone
-il desiderio e la richiesta continua di bottigliette gratuite di vino rosso
-le grasse risate


Siamo Italiani, in viaggio per un tour in Giappone. Ci divertiamo, ci brillano gli occhi. Filmiamo tutto, beviamo e brindiamo. Si, questo brindisi ce lo dobbiamo: la strada fatta fin’ ora sembra finalmente abbastanza, e dopo cinque mesi di tour continuo in giro per l’Europa, ora stiamo andando a suonare in un altro continente!
Da centinaia di Km guardo sotto a noi, neve, fiumi, laghi, montagne dalle forme strane. Non c’è nulla di umano da migliaia di km. Sono circa otto ore che siamo in questo volo.
Guardo il cielo nella nostra prima alba orientale. Sotto di noi non trovo risposte, se non una grande domanda del quanto possa essere differente il mondo rispetto casa tua.
Mi sento totalmente ingenuo, inesperto, perso in questa immensità che da qui mi fa sentire come parte di un miracolo.

Sto perdendo un’altra mia verginità. E’ una personalissima esperienza sacra. Quando l’entusiasmo ti innalza a quella strana curiosità, mista a venerazione e ilarità. Ecco ciò che si prova.
Il viaggio aiuta. Me lo dicevano sempre. Beh ora ci siamo sopra a questa parola. Come in un tappeto volante. Come sulla fantasia. Si, tutta questa storia potrà sembrare un salto nella fantasia.
February 21, 2006 Tokyo, JP Japanese Tour - Day 2



The city is like an enormous "box from Mars"…! It’s full of wonders and strange characters. The first few hours are going to determine whether it’s instant love or just instant…shock!



I mean, we’re from Italy, home of the world heritage; our roads are like 3000 years old!
And what’s here? 5 streets on top of each other, 72 metro lines that go up to 150 meters underground (that’s almost 500 feet for you Yankees), crazy lights with psychedelic effects everywhere, insane cars that not even our rednecks would be able to conceive, shops of every kind, selling literally anything. Would like a barbeque-sauce tasting carrot? Here ya go.
Shogo (of Japonicus, the agency promoting the tour) welcomes us to his house. Everything’s real: from the inside, the houses look like they are made of paper; the tables are about knee-high at the most, I keep on knocking my head on the short doors, and I have a hard time stepping on these tiny stairs without falling and compromising the whole tour with a spinal injury. Yep, Japan is pretty challenging - no crazy serial killers or gun-related accidents, but you better watch out for the small-scale or you might die!
We spent the night in a typical restaurant and our jury unanimously sentenced that the cuisine here is exceptionally good: the only one in the world that doesn’t make you nostalgic of Italian food.






02.21.2006 Tokio - Jappan pagina due, diary tour Japan



La città è come una enorme “scatola marziana” piena di meraviglie e personaggi strani. Vieni calato all’interno della scatola... e via con il game! Le prime ore che passi lì dentro rischiano di portarti ad uno shock irreversibile, oppure ad un colpo di fulmine che ti farà amare quella scatola anche più di Veronica Vanoza ragazzi!



4/5 strade una sopra l’altra, 72 linee di metro. Per muoverti coi “mezzi” sali e scendi scalini anche fino a 150 metri sotto terra. Luci pazzesche con scritte da sballarsi, automobili mai viste da veri tamarri di professione, negozi di qualsiasi genere e tipo. Vendono il pensabile e l’assurdo. Vuoi una carota fritta al gusto di salsa barbecue? ... la troverai.
Shogo (di Japonicus, agenzia promoter del tour) ci accoglie a casa sua. E’ tutto vero: le case da dentro sembrano di cartapesta, i tavoli sono alti se va bene fino alle ginocchia, sbatto in continuazione la testa sotto alle porte, le scale sono fatte per piedi minuscoli e se non stai attento crepi in una caduta rovinosa. La “scatola” è a tutti gli effetti come un video game, puoi anche rimanerci secco se non ti immedesimi bene nella parte. In quattro metri quadri ci fanno stare la famiglia, l’impresa, la lavanderia, la cucina, la sala da ballo e intrattenimenti vari... ogni angolo è sacro. Ah... se entri in una casa con le scarpe 1.ti maledicono 2. se persisti ti cacciano.
Abbiamo passato la sera in un ristorante tipico cenando come lupi. Responso unanime: la cucina qui è eccezionale, l’unico posto al mondo che non ti fa rimpiangere l’Italia.






02.22.2006 Tokio - Japan Prima data a Tokio!
22.02.2006
Prima data. Tokio, Motion Club.
Attraversiamo la città a piedi e incrociamo nel tragitto quel qualche milione di persone. Il club è al quarto piano di un edificio avveniristico.




La sala è piccola, e la cosa mi piace. Sento già l’aria del concerto, so che si suderà e la situazione è quella giusta. L’impianto audio segna la totale sconfitta a tavolino delle medie europee. Un impianto audio così da noi lo trovi in club da almeno 1000 persone. Capisco che qui concretizzano l’idea che ascoltare bene è un diritto di chi paga un biglietto.

In Giappone gli orari sono molto diversi che in Europa, si fanno i sound check nel primo pomeriggio, e alla sera se sei headliner suoni tra le otto e mezza e le dieci. Si pranza tra il sound check e il concerto e si cena nell’ after show. In un primo momento non godevo per queste informazioni, ma poi la prova fisica è stata più che piacevole, direi ssssuper!

Alle 16 scendiamo al piano terra per mangiare qualcosa... si apre l’ascensore... alcuni ragazzi/e fuori dall’edificio ci vedono e iniziano a saltare battendo le mani, urlando qualcosa di incomprensibile! Non siamo al circo, no. Noi quattro rimaniamo immobili, direi mummificati, dentro l’ascensore... ”Cosa diavolo fanno questi?!” chiedo a Boston... poi vedo che in mano hanno delle copie del nostro cd nella “japan version”. Increduli usciamo. Ci rendiamo conto che questi ragazzi sono qui alle 4 di mercoledì pomeriggio, ci aspettano. Aspettano i Sun Eats Hours. Con una emozione che non si dimentica abbiamo fatto quei primi autografi dall’altra parte del mondo. Sapevamo che il disco stava andando particolarmente bene qui, ma non immaginavamo questa accoglienza straordinaria.
Aprono la serata due band di Tokio.
Nel frattempo sento che nei Sun Eats Hours c’è l’emozione giusta. In camerino prima di salire sul palco ci diciamo sempre qualcosa. E in questa occasione guardarsi negli occhi, volendosi bene per le esperienze fatte, è qualcosa che và al di là di un interesse musicale. Si tratta di amicizia e di riconoscenza alla Vita. Quella Vita intensa che abbiamo la fortuna di provare grazie a ciò che stiamo facendo.

Il nostro concerto parte subito bene, la sala è praticamente piena e ad ogni canzone la gente risponde pogando, saltando, applaudendo.


Suoniamo per circa un’ora, pezzi da tutti i tre dischi dei SEH. A fine show usciamo di scena, ma il pubblico inizia chiamarci dicendo “we want more, we want more!”... come facevano non lo so, visto che l’inglese per loro è come il giapponese per noi! Saliamo di nuovo, facciamo “Still Against the world” e lo show si chiude al meglio.

Ora ci aspetta un after molto divertente e succulento in un “ristorante” qui vicino.



E’ stata una sera strafiga... tutti seduti per terra, mangiando e bevendo di tutto. Italiani, giapponesi, inglesi, canadesi e perfino alcuni sudamericani. That’s the way!
Il Giappone ci ha dato il suo Benvenuto.
02.23.2006 Nagoya - Japan Diary Japan- quarta parte
23.02.2006
Nagoya. Upset Club
Stamattina ci siamo svegliati presto con la sbronza di ieri sulle spalle... direzione Nagoya, circa 6 ore di strada da Tokio. Ci spostiamo con un van e nel tragitto costeggiamo l’Oceano. Il mare è sempre una bella compagnia.

All’autogrill mi fermo in bagno. Vedo degli strani “urinatoi” a parete... Con estremo stupore, per non dire totale incredulità, scopro di essere nel bagno delle donne: noto che ci sono dei cartelli che indicano alle dolci donzelle come fare pipì stando in piedi. Non scherzo. Shock. Adoro questo paeseeeeee!
Arriviamo a Nagoya, la città è super moderna con un qualcosa che ricorda San Diego in California. Arriviamo al club Upset e ... stessa scena del giorno prima. Alle tre del pomeriggio ci sono già varie ragazze/i che ci aspettano con il nostro cd e macchine fotografiche alla mano. Tutto questo ci metteva sinceramente in imbarazzo, ma era un imbarazzo divertente! Non siamo una band che vende 1 milione di copie, e non potevamo immaginare questo calore nei nostri confronti.
Ora si esibiscono cinque band prima di noi, da varie parti del paese.
Bel palco, impianto stupendo, sala non troppo grande. Sento che anche stasera sarà qualcosa che non dimenticherò per molto.
Iniziamo lo show carichissimi!

Durante “The Last Ones” mi accorgo che delle gocce di sangue schizzano da dietro la batteria ad ogni colpo di rullante... per alcuni istanti avevo temuto il peggio! ... Ricky si era letteralmente tranciato mezzo indice e intanto continuava a suonare.

Siamo andati avanti senza interruzioni e il pubblico ha risposto cantando e pogando in quel modo che ogni punk band desidera vedere. Bella Ricky, hai spaccato! Risultato: piatti, bacchette, pelli e faccia di Ricky Trash piene di sangue secco....


Come ieri usciamo a fine show e veniamo “richiamati” sul palco per un altro pezzo... brividi, ancora una volta.

After show, ma stavolta all’interno del locale. La nostra Giuly (tourmanager) si invaghisce sempre di qualche bel gnocco straniero... brava! Si festeggia Trash: a mezzanotte diventa 25 enne...che tragedia! Lo ammazziamo di alcol e come al solito di finisce a torte in faccia. Bella storia.

02.25.2006 Hamamatsu - Japan Tour Giappone - pagina 5
June 24, 2006
Hamamatsu. Mescalin Drive Club.
Abbiamo fatto i “Leoni” tre sere di fila, senza dormire e con un jet lag pesante. Questa mattina siamo totalmente rincoglioniti!
 La città è molto industriale, e vedo che nel locale sono passate veramente tante band hardcore e grind di tutto il mondo. Stasera ci sono 4 gruppi prima di noi. Mi sono chiuso in camerino fino a mezz’ora prima di salire sul palco (provate a dormire per terra su dei “tatami”! qui è così ovunque!).
Il locale è molto underground, scuro, sembra più un club tedesco. Il pubblico però ha molta voglia di divertirsi. Ancor prima di iniziare a suonare i ragazzi nel club si esaltano, fotografano e urlano alcuni titoli di canzoni! Pur essendo al terzo concerto non riesco ad abituarmi a queste facce così diverse e nello stesso tempo cosi vicine alla nostra musica!

June 25, 2006
Day Off.
Oggi Shogo ci porta in giro per la city. Noto molti negozi di abbigliamento italiani, alcuni di marchi veneti.
 Ne sono felice, direi in un certo senso fiero. Perché penso che ci sia una comunanza tra gli italiani che esportano nel mondo la qualità dell’arte, dell’abbigliamento, della cultura, del cibo. Spesso veniamo trattati con diffidenza per la nostra provenienza, ma talvolta mi accorgo che questa diffidenza deriva dall’evidente differenza che c’è tra noi e gli altri nella passione per la vita. “Italians do it better!”. !

Shogo è un personaggio incredibile. Ci racconta e ci illustra ogni piccola caratteristica del Giappone e del Giapponese tipo. Essendo lui di origine Argentina, si sente molto vicino alla nostra cultura.
Ci parla di quanto “very very tasty” o “very very dangerous” siano certe cose, oppure ci perdiamo in allucinanti e divertenti discussioni sulla sessualità dei giapponesi ... sulla quella che lui definisce la “Big tragedy” dei pompini fatti male, o sul mito delle band che vanno lì e scopano alla grande, quando spesso non è così.
La verità è che il Giappone è una terra profondamente differente dal sud Europa.
L’etica è molto sentita e viene concretizzata negli atteggiamenti di ogni giorno, il contatto fisico rimane un tabù perfino tra amici, e il semplice baciare la guancia o abbracciarsi per dare un saluto diventa oggetto di curiosità e stupore.
28.02.2006 Tokio - Japan Tour Giappone - ultima pagina
26.02.2006
Tokio. Rock Factory club

Siamo nel quartiere Rappongi. Da tutta la settimana sentiamo parlare di questa zona come il luogo delle feste e dei party più “occidentali” della città.

Effettivamente ci rendiamo conto da subito che è così. Il locale in cui suoniamo è gestito da Cileni e potrebbe sembrare a tutti gli effetti un live pub spagnolo. Niente palco, tutto di legno, alcol a go go fin da subito.
Prima di noi si è esibito un gruppo allucinante con due cantanti, mille bonghi e saltimbanchi vari. Una pazzia. Strafighi!
Quando abbiamo preso in mano gli strumenti non sapevamo che cosa quel concerto sarebbe diventato nel giro di pochi minuti.
Dopo mezza canzone c’era gente impazzita che pogava stile karatekid, ragazze e ragazzi che urlavano e si dimenavano come se fosse un concerto grind. Quelli del pub hanno temuto il peggio per le loro “strutture in legno”... Credo di aver cantato un terzo dei pezzi perché per il resto del tempo o schivavo la gente impazzita o il microfono si perdeva tra le gambe/braccia/teste di quei pazzoidi. Che FIGATA!
Non ricordo molto del resto della serata. So che i tipi del locale a fine concerto ci hanno fatto uno scherzetto terribile offrendoci da bere una cosa di 96° che ha reso allucinanti le ore successive. The Spanish style... si riconosce anche qui.
Ps: non esistono foto della serata, me ne pento, ma quella sera ho lasciato in valigia la mia vena di reporter.
27.02.2006
Tokio. Chelsea Hotel
Ultima data. Lunedì sera. Eppure anche oggi si capisce che sarà una bella serata, già dal primo pomeriggio arrivano ragazzi ad aspettare fuori dal locale...

Con Lemma decido di fare due passi e vado in uno dei tanti megastore di dischi. Troviamo un HMV, e scopro che è tutto vero. In questa catena il nostro ultimo album “The Last Ones” è stato nella top 30 per alcune settimane, e vedendo il posto stento a crederci.
Qui un negozio di dischi è più o meno come un centro commerciale nostro. 4 piani di cd e dvd musicali. Centinaia di punti ascolto. I cd costano meno che in Italia. Ci sono un sacco di informazioni sugli artisti e sulla musica che viene proposta.

La gente va al negozio, legge, ascolta... è un rapporto molto più genuino, diretto e giusto con la musica. Niente radio network e tv scadenti che impongono un appiattimento dell’ascolto. Se un cd suona e piace, la gente lo compra. E poi ci si chiede perché il mercato musicale in Italia è ai minimi storici.. finchè mtv e le radio network passano troppe trashate e si dimenticano totalmente di quelli che suonano veramente, beh... no way.

Il club è quasi pieno. Shogo è felice come un bambino...e chi ci credeva di lunedì sera, terza data in città... invece!
Mentre suoniamo intravedo visi già visti nei concerti prima, bel segno. Vedo che le donnine stravedono per Lemma, bravo il nostro biondino rubacuori!

A fine show ci fermiamo e stiamo un po’ con questi ragazzi e trovo in loro quell’ entusiasmo e quella felicità che ti danno la forza di sognare, di muovere mari e monti.

Nel ’97 dal nostro garage in provincia di Vicenza avevamo un sogno. Oggi siamo nel 2006 e piango di gioia da questo camerino, dall’altra parte del mondo.
Ora so che potrei smettere domani, senza rimpianti.
Dopo l’aftershow torniamo verso casa di Shogo ... adoro il silenzio che senti qui di notte (impensabile nelle nostre metropoli), e la tranquilla serenità che ti avvolge anche quando cammini da solo nei vicoli bui alle 5 di mattina.
La versatilità di questa “scatola magica” è la sua forza.
Alle sette di mattina ci spostiamo verso l’ aereoporto ...

Let’s go home, dobbiamo continuare il tour in Europa.
>r>
Dfficile trattenere l’emozione prima di partire, come quando lasci una persona cara. In fondo so che è bello staccarsi da qualcosa con la sensazione di volerci stare ancora insieme. Perchè in questo modo continuerà ad avere un posto speciale dentro di te.
28.02.2006 Tokio - Japan Tour Giappone - ultima pagina
26.02.2006
Tokio. Rock Factory club

Siamo nel quartiere Rappongi. Da tutta la settimana sentiamo parlare di questa zona come il luogo delle feste e dei party più “occidentali” della città.

Effettivamente ci rendiamo conto da subito che è così. Il locale in cui suoniamo è gestito da Cileni e potrebbe sembrare a tutti gli effetti un live pub spagnolo. Niente palco, tutto di legno, alcol a go go fin da subito.
Prima di noi si è esibito un gruppo allucinante con due cantanti, mille bonghi e saltimbanchi vari. Una pazzia. Strafighi!
Quando abbiamo preso in mano gli strumenti non sapevamo che cosa quel concerto sarebbe diventato nel giro di pochi minuti.
Dopo mezza canzone c’era gente impazzita che pogava stile karatekid, ragazze e ragazzi che urlavano e si dimenavano come se fosse un concerto grind. Quelli del pub hanno temuto il peggio per le loro “strutture in legno”... Credo di aver cantato un terzo dei pezzi perché per il resto del tempo o schivavo la gente impazzita o il microfono si perdeva tra le gambe/braccia/teste di quei pazzoidi. Che FIGATA!
Non ricordo molto del resto della serata. So che i tipi del locale a fine concerto ci hanno fatto uno scherzetto terribile offrendoci da bere una cosa di 96° che ha reso allucinanti le ore successive. The Spanish style... si riconosce anche qui.
Ps: non esistono foto della serata, me ne pento, ma quella sera ho lasciato in valigia la mia vena di reporter.
27.02.2006
Tokio. Chelsea Hotel Club
Ultima data. Lunedì sera. Eppure anche oggi si capisce che sarà una bella serata, già dal primo pomeriggio arrivano ragazzi ad aspettare fuori dal locale...

Con Lemma decido di fare due passi e vado in uno dei tanti megastore di dischi. Troviamo un HMV, e scopro che è tutto vero. In questa catena il nostro ultimo album “The Last Ones” è stato nella top 30 per alcune settimane, e vedendo il posto stento a crederci.
Qui un negozio di dischi è più o meno come un centro commerciale nostro. 4 piani di cd e dvd musicali. Centinaia di punti ascolto. I cd costano meno che in Italia. Ci sono un sacco di informazioni sugli artisti e sulla musica che viene proposta.

La gente va al negozio, legge, ascolta... è un rapporto molto più genuino, diretto e giusto con la musica. Niente radio network e tv scadenti che impongono un appiattimento dell’ascolto. Se un cd suona e piace, la gente lo compra. E poi ci si chiede perché il mercato musicale in Italia è ai minimi storici.. finchè mtv e le radio network passano troppe trashate e si dimenticano totalmente di quelli che suonano veramente, beh... no way.

Il club è quasi pieno. Shogo è felice come un bambino...e chi ci credeva di lunedì sera, terza data in città... invece!
Mentre suoniamo intravedo visi già visti nei concerti prima, bel segno. Vedo che le donnine stravedono per Lemma, bravo il nostro biondino rubacuori!

A fine show ci fermiamo e stiamo un po’ con questi ragazzi e trovo in loro quell’ entusiasmo e quella felicità che ti danno la forza di sognare, di muovere mari e monti.

Nel ’97 dal nostro garage in provincia di Vicenza avevamo un sogno. Oggi siamo nel 2006 e piango di gioia da questo camerino, dall’altra parte del mondo.
Ora so che potrei smettere domani, senza rimpianti.
Dopo l’aftershow torniamo verso casa di Shogo ... adoro il silenzio che senti qui di notte (impensabile nelle nostre metropoli), e la tranquilla serenità che ti avvolge anche quando cammini da solo nei vicoli bui alle 5 di mattina.
La versatilità di questa “scatola magica” è la sua forza.
Alle sette di mattina ci spostiamo verso l’ aereoporto ...

Let’s go home, dobbiamo continuare il tour in Europa.

Dfficile trattenere l’emozione prima di partire, come quando lasci una persona cara. In fondo so che è bello staccarsi da qualcosa con la sensazione di volerci stare ancora insieme. Perchè in questo modo continuerà ad avere un posto speciale dentro di te.
28.02.2006 Tokio - Japan Tour Giappone - ultima pagina
26.02.2006
Tokio. Rock Factory club

Siamo nel quartiere Rappongi. Da tutta la settimana sentiamo parlare di questa zona come il luogo delle feste e dei party più “occidentali” della città.

Effettivamente ci rendiamo conto da subito che è così. Il locale in cui suoniamo è gestito da Cileni e potrebbe sembrare a tutti gli effetti un live pub spagnolo. Niente palco, tutto di legno, alcol a go go fin da subito.
Prima di noi si è esibito un gruppo allucinante con due cantanti, mille bonghi e saltimbanchi vari. Una pazzia. Strafighi!
Quando abbiamo preso in mano gli strumenti non sapevamo che cosa quel concerto sarebbe diventato nel giro di pochi minuti.
Dopo mezza canzone c’era gente impazzita che pogava stile karatekid, ragazze e ragazzi che urlavano e si dimenavano come se fosse un concerto grind. Quelli del pub hanno temuto il peggio per le loro “strutture in legno”... Credo di aver cantato un terzo dei pezzi perché per il resto del tempo o schivavo la gente impazzita o il microfono si perdeva tra le gambe/braccia/teste di quei pazzoidi. Che FIGATA!
Non ricordo molto del resto della serata. So che i tipi del locale a fine concerto ci hanno fatto uno scherzetto terribile offrendoci da bere una cosa di 96° che ha reso allucinanti le ore successive. The Spanish style... si riconosce anche qui.
Ps: non esistono foto della serata, me ne pento, ma quella sera ho lasciato in valigia la mia vena di reporter.
27.02.2006
Tokio. Chelsea Hotel Club
Ultima data. Lunedì sera. Eppure anche oggi si capisce che sarà una bella serata, già dal primo pomeriggio arrivano ragazzi ad aspettare fuori dal locale...

Con Lemma decido di fare due passi e vado in uno dei tanti megastore di dischi. Troviamo un HMV, e scopro che è tutto vero. In questa catena il nostro ultimo album “The Last Ones” è stato nella top 30 per alcune settimane, e vedendo il posto stento a crederci.
Qui un negozio di dischi è più o meno come un centro commerciale nostro. 4 piani di cd e dvd musicali. Centinaia di punti ascolto. I cd costano meno che in Italia. Ci sono un sacco di informazioni sugli artisti e sulla musica che viene proposta.

La gente va al negozio, legge, ascolta... è un rapporto molto più genuino, diretto e giusto con la musica. Niente radio network e tv scadenti che impongono un appiattimento dell’ascolto. Se un cd suona e piace, la gente lo compra. E poi ci si chiede perché il mercato musicale in Italia è ai minimi storici.. finchè mtv e le radio network passano troppe trashate e si dimenticano totalmente di quelli che suonano veramente, beh... no way.

Il club è quasi pieno. Shogo è felice come un bambino...e chi ci credeva di lunedì sera, terza data in città... invece!
Mentre suoniamo intravedo visi già visti nei concerti prima, bel segno. Vedo che le donnine stravedono per Lemma, bravo il nostro biondino rubacuori!

A fine show ci fermiamo e stiamo un po’ con questi ragazzi e trovo in loro quell’ entusiasmo e quella felicità che ti danno la forza di sognare, di muovere mari e monti.

Nel ’97 dal nostro garage in provincia di Vicenza avevamo un sogno. Oggi siamo nel 2006 e piango di gioia da questo camerino, dall’altra parte del mondo.
Ora so che potrei smettere domani, senza rimpianti.
Dopo l’aftershow torniamo verso casa di Shogo ... adoro il silenzio che senti qui di notte (impensabile nelle nostre metropoli), e la tranquilla serenità che ti avvolge anche quando cammini da solo nei vicoli bui alle 5 di mattina.
La versatilità di questa “scatola magica” è la sua forza.
Alle sette di mattina ci spostiamo verso l’ aereoporto ...

Let’s go home, dobbiamo continuare il tour in Europa.

Dfficile trattenere l’emozione prima di partire, come quando lasci una persona cara. In fondo so che è bello staccarsi da qualcosa con la sensazione di volerci stare ancora insieme. Perchè in questo modo continuerà ad avere un posto speciale dentro di te.
02.28.2007 Vigo - Spain Nella notte di un tour stupendo
Questa è una mia mail che ho mandato alle 5 di mattina ad alcuni amici la notte del 28 febbraio 2007 durante il tour appena trascorso in Spagna. Mi è capitata tra le mani ora che sono tornato in Italia e ho pensato di postarla qui, perchè in poche frasi trasmette bene ciò che stavamo vivendo. A presto, Lore
Ciao raga,
vi scrivo da una camera nella notte di Vigo,
ormai qui gli orari sono a puttane, si sta svegli sempre fino alle 6 tutti i giorni...anche senza dover fare necessariamente festa. La viviamo tutta al 100%! e il tour
sta andano alla grande, sono quasi commosso da alcuni momenti indimenticabili che
sto vivendo. Anzi, sono commosso e basta, senza quasi! Come stasera varie persone si erano fatte 200 km in treno per venire a vederci di martedi sera in una citta` dimenticata da
Dio al nord est della Spagna... e poi si riprendevano il treno stamattina
alle 5 per andare a lavoro subito dopo. C'e' un entusiasmo che non puoi comprare, che non puoi convincere o fregare.
Quando c'e' e' perche' sono le persone a decidere di darti il Cuore, e allora si crea qualcosa di magico e infinitamente unico che solo la musica puo' fare.
15.04.2007 Zittau - Germany Me la gusto!
Siamo qui in Germania, che poi in realta´e´un crocevia perche´siamo ad 1 km dalla Polonia e a 5 dalla Cecoslovacchia.
Nella mano una tipa mi ha appena scritto il nome di un lago impronunciabile di 14 lettere... insomma una cosa di ogni giorno. E´stata una bella serata, bella gente, bel concerto, bella atmosfera, niente male! Semplicemente semplice, proprio come quei posti di confine, dove la gente pensa piu´che altro a passarsela bene piuttosto che a spendere le proprie energie cercando di vivere l´ultima moda ed incarnarla nei propri usi e costumi.
E´stato un periodo intenso, tante cose buone sono successe, Radio 105, All Music, Mtv Spagna, Mtv Francia ed Mtv Italia vengono in mente per prime anche se cose da citare ce ne sono tante, personalmente direi prima di tutte il tour in Spagna, con concerti indimenticabili ed entusiasmo da vendere.
Siamo stati pure in studio alcune settimane fa, abbiamo registrato degli inediti... ci voleva un po´di incisione, questo 2007 ha la sua bella presenza gia´ dopo qualche mese... vedremo che succedera´, ci sono bei progetti in vista e novità, ma intanto vi rimando al nostro tour! cercheremo di essere presenti il piü´possibile nel nostro beneamato Paese.
Sincerely yours
Lore
10.30.2007 Thiene (Vicenza) Italy L'individualità e il talento
Anche questa é fatta!
Il tour è concluso, si volta pagina.
Siamo alla fine di questo capitolo, tra i più lunghi e densi della storia dei Sun Eats Hours e non solo.
Personalmente in questi due anni mi sono accorto di quanto viaggiare possa fare bene all’Anima di chi è aperto al mondo.
Ho capito che in ogni caso “il viaggio” vero è prima di tutto una predisposizione a capire, a scoprire, a curiosare, ad incontrare pensieri, idee, paesaggi e verità nuove, diverse dalle tue... vedere cose che prima non vedevi, che nemmeno ti sfioravano il pensiero. Iniziare a sentire che ci sono, accettare nuovi valori, dare il benvenuto a nuove consapevolezze, a dei nuovi “non l’avrei mai detto!”.
Questa predisposizione ha fatto in modo che, sia quando ero in viaggio sia quando ero rinchiuso a lavorare nel mio studio, non mi mancasse mai quella sensazione, quel misto di amore e di fastidio continuo, che non mi lascia in pace e mi bisbiglia continuamente che siamo qui anche per scoprire verità più profonde, più complete, su noi stessi e sul mondo.
E allora l’Amore, la passione, lo sdegno, la disillusione, l’impegno, la gioia si sono amplificati, portandomi più SU verso il Cielo e più giù verso le profonde oscurità della Terra.
Il Tour è stato un mezzo. Un mezzo che ora ringrazio con il Cuore in mano.
Quanti posti,
quante città,
quanti club,
quante lingue diverse ma,
prima di tutto e di ogni altra cosa,
quante persone, quante sensazioni ed emozioni scambiate con una quantità incredibile di Anime, varie delle quali di *spiccata qualità d’Amore*.
Con alcuni è stato un felice ritrovarsi, con molti altri è stato un incontrarsi una prima volta per poi vedersi e rivedersi. Sono estremamente grato a tutti coloro che in questi cento e passa concerti hanno mostrato un affetto particolare per i Sun Eats Hours, prima durante e dopo ogni nostro show. GRAZIE, di Cuore!
Il semplice vedere il Sole nei differenti panorami, climi e stagioni, di città così vicine e così lontane tra loro, ti apre la mente al pensiero che la diversità è una cosa giusta, bella, da coltivare, da vivere e da scoprire.
Quindi inizi a pensare che le individualità dei popoli, delle culture, delle diverse regioni, delle diverse province e paesi hanno il loro perché da salvaguardare che affonda radici lontane, radici che puoi andare a scoprire, conoscendo le persone del posto, ascoltando i loro racconti e facendo volare la tua fantasia.
E nel pensiero dell’individualità di ogni luogo giungi a sentire l’individualità di ogni Uomo, ed intuisci che ogni persona dentro al Cuore porta almeno un talento, che troppo spesso è rimasto lì senza sbocco.
Dunque il tema dell’individualità, della particolarità, ritorna a bussare alla tua porta perché inizi a chiederti: “perché se quella persona ha un talento nel Cuore non l’ha sviluppato?”. Ti domandi quale sia stato l’inghippo, il blocco, ti chiedi se è una questione sociale o naturale, se è una questione personale o famigliare.
Nel viaggio, suonando, ho scoperto che la felicità di un uomo viene condizionata molto dalla vita di quel talento, viene dallo scoprire ciò che c’è in noi stessi, sentire ciò che siamo veramente, perdere la paura del giudizio degli altri, accettare la nostra preziosa unicità... e decidere di viverla.
Purtroppo la nostra struttura sociale ci dà determinate vie attraverso le quali veicolare le nostre personalità, i nostri pensieri, e quindi la vita della nostra individualità, della nostra verità e del nostro talento, viene silenziata in favore di un tacito accordo che ci fa sembrare più o meno tutti dannatamente simili.
Ho visto persone estremamente infelici quando tutti intorno a loro li osannavano perché la loro faccia era in Tv, e ho visto persone essere serene con loro stesse standosene a dipingere ogni giorno per le strade di una qualche capitale europea.
Mi sono domandato perché.
Mi sono chiesto perché il ragazzo nella strada, senza sicurezze, senza appigli, senza riconoscimenti sociali, senza ricchezze materiali, fosse più felice del ragazzo acclamato e famoso.
Mi sono domandato dove ci porta l’idea superficiale di ciò che viene comunemente chiamato “successo, realizzazione” ed ho capito più di prima quanto sia tutto estremamente RELATIVO.
Ognuno di noi ha un suo personalissimo “successo, realizzazione” da raggiungere, ed ognuno di noi deve essere fiero di vivere la propria unicità!
Per viverla bisogna scoprirla, e per conoscere una cosa bisogna chiedere informazioni a riguardo, dunque anche per capire noi stessi l’unico modo è guardarci e domandare a noi stessi cosa siamo veramente, cosa ci piace, in cosa crediamo, se quel che facciamo lo facciamo perché ci rappresenta o perché rappresenta ciò che altre persone/cose ci hanno influenzato a fare/essere.
Quel ragazzo che dipingeva per la strada se la cavava con quel che creava ed era l’uomo più felice di quella città, nei suoi occhi c’era la dignità di chi ha scoperto se stesso, smettendo di seguire i sogni di altre persone.
Mi ha colpito, mi ha segnato. Perché tante volte anche io sono caduto in quel ciclone dell’ idea generale di “successo” che in realtà uccide la nostra felicità.
A volte ci siamo demoralizzati perché vedevamo quanto a noi era richiesto di dimostrare più di altri il nostro valore per ottenere dei “riconoscimenti ufficiali”. Ci è stato chiesto spesso da moltissime persone perché altre band meno esperte, meno conosciute e, a loro dire, meno meritevoli, ottenevano in pochi mesi posizioni che i Sun Eats Hours si erano guadagnati in anni di attività.
Anche io mi chiedevo allora perché ad alcuni era data la possibilità di saltare mille passi più avanti senza aver dovuto muovere un solo muscolo.
Mi chiedevo perché nella musica l’appoggio di manager / amicizie / denaro o semplici strutture commerciali, facessero così esageratamente e disgraziatamente la differenza. Mi chiedevo perché nessuno si accorgesse che molte band arrivano a dover comprare dei programmi per i player di myspace per far salire le plays a 2000/3000 ascolti giornalieri, oppure passano le giornate ad addare amici così a caso, tanto per arrivare a contare su una lista di 20.000 “false friends”...
Poi ho capito.
Mi è capitato in un istante, come quando dopo mille immagini all’improvviso arrivi alla soluzione, al dunque.
A noi Sun Eats Hours è stata data l’opportunità e la fortuna di dover costruire in modo diretto ogni singolo passo che ci ha portati fin qui, oggi.
Ogni concerto, ogni persona con la quale siamo venuti a contatto, ogni articolo, ogni pezzo in radio, ogni canzone che è entrata nella playlist di una persona, ogni sforzo per creare una struttura che fosse in grado di produrre, sostenere, espandere e comunicare la nostra musica, l’abbiamo fatto o seguito in modo diretto. Noi come band e poche altre carissime persone.
E allora tutto ritorna. Ringrazio Dio per aver avuto la possibilità di coltivare sinceramente un talento per dieci anni bellissimi, contando sulle mie forze e quelle di pochi (ma buoni e mitici!) altri, sudando per ogni singolo passo fatto, seguendo ogni aspetto che c’è dietro e dentro un’attività musicale, inventandoci ogni giorno un ruolo nuovo e diverso, sbattendo la faccia contro mille muri, spaccandone vari, giocando a fare una cosa che vista da fuori, per chi conosce lo show business musicale odierno, è impossibile.
Ecco l’individualità, ecco che torna, e torna portando la felicità.
Quando, poco tempo fa, ho sentito una immensa gioia durante un concerto davanti a duemila persone che cantavano con noi, ho capito che tutti quei passi fatti da soli ci avevano permesso di capire il VALORE di ogni singola emozione da noi costruita.
Ho capito che il valore di tutto e della FELICITA’ non era il successo come ci veniva mostrato, ma era il saper apprezzare tutto ciò che di meraviglioso c’è nelle nostre Vite, nelle nostre storie così individualmente uniche, senza dare nulla per scontato. Perché nulla è scontato, e tutto, veramente tutto, ha un suo valore.
Ogni applauso ricevuto, ogni foto scattata, ogni autografo, ogni cd venduto, ogni stretta di mano, ogni sorriso sincero, ogni amicizia nata, ogni emozione regalata, ogni gruppo di persone lì a farci il coro in ogni città dove andiamo, tutte queste cose e moltissime altre valgono più di ogni classifica, di ogni copertina di giornale, di ogni riconoscimento mediatico possibile.
Valgono tutti gli sforzi, valgono tutti i sacrifici, tutte le batoste e tutte le difficoltà che il nostro percorso ci ha richiesto.
E per tutti voi che avete fatto in modo che ciò si potesse realizzare, sappiate che non ho mai dato per scontato un solo secondo del vostro affetto.
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